{"id":1105,"date":"2019-08-18T05:58:53","date_gmt":"2019-08-18T05:58:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adranoantica.it\/?p=1105"},"modified":"2019-08-18T05:58:53","modified_gmt":"2019-08-18T05:58:53","slug":"culto-e-religiosita-sicana-nella-adrano-pre-storica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adranoantica.it\/?p=1105","title":{"rendered":"Culto e religiosit\u00e0 sicana nella Adrano pre storica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La simbologia del cane nel culto del dio Adrano<\/strong>.<br \/>\nCon questo articolo intendiamo proseguire, attraverso le ricerche comparative sui testi classici letterari e religiosi dei popoli indoeuropei, nel nostro tentativo di separare il grano dall&#8217;oglio, ossia di distinguere il mito, inteso nel suo significato pi\u00f9 nobile, quale strumento atto alla trasmissione di significati metafisici, dalla rielaborazione fantastica che, a posteriori, si \u00e8 sovrapposta al mito stesso, nella certezza che, in tal modo, renderemo giustizia ad un nobile popolo, il nostro, che per troppo tempo \u00e8 stato inspiegabilmente ignorato dagli studiosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere in modo pieno ed autentico il significato nascosto che il mito vuole comunicare, bisogna inevitabilmente penetrare il modo in cui l&#8217;uomo antico intendeva il mondo e il sovra-mondo, in epoche storiche in cui vigevano parametri di valutazione completamente diversi dai nostri, attraverso i quali era possibile rapportarsi con forze ormai non pi\u00f9 percepibili dai moderni. Per l&#8217;uomo antico, il mondo ed ogni singolo atto quotidiano venivano vissuti religiosamente; l&#8217;esistenza individuale si configurava, nella societ\u00e0 sicana, come parte di un percorso collettivo, familiare, tramite il quale l&#8217;erede continuava a tracciare la &#8220;via solare&#8221; intrapresa sall&#8217;Avo. Non dissimile il pensiero espresso nella Bhagavadgita, Canto I, 40, sulla famiglia: &#8220;<em>Con la distruzione della famiglia perisce anche l&#8217;ordine sacro che deve reggere la famiglia; distrutto l&#8217;ordine, il disordine, sicuramente, domina la famiglia tutta<\/em>&#8220;. Iscrizioni apposte su tegoli funebri che celebravano il defunto, ritrovati nel territorio di Adrano, che fanno riferimento, secondo la nostra interpretazione, ad un &#8220;<em>viaggio verso il regno del sole<\/em>&#8220;, il simbolismo del sole impresso in migliaia di pesetti da telaio e anfore, confermano l&#8217;interpretazione secondo la quale la cultura sicana associava alla luminosit\u00e0 dell&#8217;astro, creatore di vita, quella del proprio ruolo sulla terra, quale mezzo \u00e8 strumento equilibratore delle forze cosmiche, come spiegheremo meglio pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo, in altra sede, affermato, utilizzando soprattutto argomentazioni di carattere linguistico, che la religione sicana si basava sul culto degli antenati. Adrano era, infatti, l&#8217;avo per eccellenza, il primo uomo creato, il padre della stirpe. Custodi di tale via erano proprio i cani di cui L&#8217;Avo sicano Adrano si circondava, ai quali spettava condurre le anime degli uomini defunti per la giusta via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mito dei cani del dio, giunto fino a noi tramite Ninfodoro citato da Eliano, viene purtroppo banalizzato da quest&#8217;ultimo. Lo storico, vissuto nel II secolo dell&#8217;era volgare, si occupava dello studio del comportamento degli animali, dei quali voleva dimostrare la particolare sensibilit\u00e0. Proprio per questo fine Eliano estrapol\u00f2, dal ben pi\u00f9 ampio racconto dello storico Ninfodoro intorno al mitico tempio del dio Adrano, solo le informazioni relative ai cani posti a custodia del tempio; dai due studiosi apprendiamo che i cani erano mille, erano capaci di distinguere i buoni dai cattivi e di riaccompagnare a casa gli ubriachi. \u00c8 per noi sufficiente il riferimento, contenuto in Eliano, alla capacit\u00e0 dei cani di distinguere i buoni dai cattivi, per collocare il culto di Adrano tra i miti di matrice indoeuropei da un&#8217;unica primordiale tradizione comune. Infatti, lo stesso tema del cane che distingue i buoni dai cattivi, viene seriamente trattato in testi religiosi quali i Veda. In questo antico testo indiano, Yama, figlio del sole (Surya), considerato il padre della stirpe Veda, come Adrano lo era dei Sicani, presiede alla porta che conduce nell&#8217;aldil\u00e0, con il compito di giudicare le anime, con l&#8217;ausilio dei suoi due cani, uno nero e l&#8217;altro maculato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Significativo e pertinente \u00e8 pure il mito del dio Indra, unico uomo divenuto dio, in seguito alla sua capacit\u00e0 di uscire vittorioso da un confronto dialettico col dio creatore. Nel mito Veda anche Indra custodisce l&#8217;aldil\u00e0 grazie a due cani. Nemmeno l&#8217;Avesta \u00e8 priva di un elogio del cane che, rivestito di particolari caratteristiche, \u00e8 connesso al culto dei morti. Nel testo di cui molte parti compilate dallo stesso Zarathustra, il sacerdote-mago della religione persiana dedica diversi capitoli al cane; troppi se quello di Zarathustra fosse il puro e semplice elogio ad un animale, seppur fra i pi\u00f9 legati all&#8217;uomo, adeguati qualora nel cane si sappia intravedere il medesimo simbolismo religioso rilevato in altri testi sacri. Poich\u00e9 il Veda e l&#8217;Avesta sono testi complementari e riconducibili &#8211; come abbiamo dimostrato nel nostro ultimo saggio &#8220;<a href=\"https:\/\/www.miti3000.eu\/gratis-i-libri-di-f-branchina\/906-la-lunga-notte.html\">La lunga notte. I Veda, l&#8217; occidente e la trilogia delle razze umane<\/a>&#8220;, disponibile gratuitamente, ad un&#8217;unica concezione religiosa del mondo, dalla quale non sono esclusi i Sicani, ne consegue che l&#8217;atteggiamento dei cani del dio Adrano, capaci di distinguere i buoni dai cattivi, \u00e8 assimilabile a quello dei cani di Indra e Yama. I cani del dio Adrano, l&#8217;avo, sono, pertanto, come quelli del dio Indra e del dio Yama, i custodi della <em>via<\/em> che porta nell&#8217;aldil\u00e0. Adrano era per i Sicani il primo che, percorrendo la suddetta via, poteva mostrarla ai defunti meritevoli, che i cani avrebbero saputo individuare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La significativa presenza dei cani nella letteratura antica trova comunque ulteriori testimonianze. A guardia della porta della reggia di Alcinoo, re dei Feaci, vi sono due cani, uno d&#8217;oro, l&#8217;altro d&#8217;argento forgiati dalla mente eccelsa di Efeso (Odissea &#8211; VII, 90). Nella mitologia greca il cane Cerbero era custode del regno di Ade. Il suo compito era di impedire alle anime di tornare indietro una volta entrate, esattamente come nella cultura dei Veda, come lascia intuire la raccomandazione del sacerdote al defunto di evitare i due cani al fine di tornare indietro, nel mondo dei vivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presso i Persiani il cane aveva il compito di far sparire i morti. In Egitto \u00e8 lo stesso dio Anubi ad avere la testa di cane o sciacallo. Anubi, nome formato dal lessema Anu (presente anche in Adrano, Urano, Jahano, Anu, dio mesopotamico) e dal lessema Uban (sopra alto, in a.a.t.) significa secondo il nostro ormai noto metodo interpretativo, il dio supremo, il pi\u00f9 elevato, colui che sta in alto, colui che presiede. Questo Dio \u00e8, infatti, a guardia della soglia varcata per la quale si entra nell&#8217;aldil\u00e0, in alto, nel mondo superiore, nel cielo. Il dio Anubi, dalla testa di cane, accompagna personalmente il defunto al cospetto di Osiride, ove avviene la pesatura del cuore del defunto, cio\u00e8 il giudizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella mitologia nordica il cane \u00e8 sostituito dal suo <em>parente<\/em> pi\u00f9 prossimo, il temibile lupo, in conflitto anche con gli d\u00e8i. Il lupo Fenrir, secondo la profezia, sarebbe rimasto legato ad una catena, al fine di contenere la sua terribile aggressivit\u00e0, fino alla fine del mondo, quando si sarebbe liberato, attaccando gli d\u00e8i e divorando lo stesso Odino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nell&#8217;astronomia dei popoli antichi si rilevano tracce della presenza del cane quale elemento collegato al transito delle anime. Si pensi alla costellazione di Orione, il dio cacciatore egiziano, con i suoi due cani al seguito: la costellazione del Canis Major e del Canis Minor. Della costellazione del Cane Maggiore fa parte Sirio, la stella pi\u00f9 luminosa, alla quale Omero paragona Achille, apostrofato &#8220;cane&#8221; con allusione alla sua luminosit\u00e0, in quanto si presenta ad Ettore con la sua chioma bionda, lo scudo e le armi d&#8217;oro fuse personalmente da Efesto, il dio fabbro.<br \/>\n<em>Ad majora<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La simbologia del cane nel culto del dio Adrano. 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