{"id":1112,"date":"2019-08-20T13:45:00","date_gmt":"2019-08-20T13:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adranoantica.it\/?p=1112"},"modified":"2019-08-20T13:45:00","modified_gmt":"2019-08-20T13:45:00","slug":"la-grande-metafora-del-potere-siculi-e-sicani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adranoantica.it\/?p=1112","title":{"rendered":"La Grande Metafora Del Potere: Siculi E Sicani."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019eterno gioco delle istituzioni, il potere rappresenta quell\u2019elemento catartico di cui il popolo si serve per investire qualcuno delle proprie responsabilit\u00e0. Pertanto, con riferimento alla nota metafora, si ottiene che il gregge elegge il proprio pastore o, nel caso che qui tratteremo, il proprio mandriano. Ma il popolo avvert\u00ec nel proprio intimo la presenza di un dualismo, che attanagliava il proprio essere e senti l\u2019esigenza di affidare a due poteri ben distinti la gestione del cosmo: al potere sacerdotale la parte invisibile, a quello regale la parte tangibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo brevissimo articolo che riprende il leitmotiv del significato da attribuire all\u2019etimo sicano e a quello di siculo, non si offre al lettore senza una certa difficolt\u00e0 di accettazione, se egli non ha metabolizzato i precedenti articoli che vi fanno riferimento. Infatti, in questo nuovo contributo non faremo ritorno, per necessit\u00e0 di sintesi, alle tesi che afferiscono alle origini nord europee dell\u2019etnico sicano e siculo. Tuttavia, semplificando la questione per chi non avesse sufficientemente tempo per la lettura, poich\u00e9 quanto affermato sopra intorno alla suddivisione dei poteri spirituale e materiale, risulta evidente dall\u2019organizzazione sociale che le diverse culture si sono date in tutto il mondo, possiamo universalizzare tale atteggiamento antropologico e attribuirlo pure ai primi abitatori della Sicilia. Ma chi furono i primi abitatori della Sicilia? Quale era il loro nome? Secondo quanto viene affermato da Tucidide nel libro VI della \u201cGuerra del Peloponneso\u201d , i popoli che si contendono il primato sono quello dei Ciclopi e quello dei Sicani; secondo lo storico taorminese Timeo, i Sicani sarebbero stati autoctoni. Ma facendo leva su una affermazione riscontrata in Tacito nel corso della descrizione che egli fa della miriade di trib\u00f9 germaniche che abitavano una vasta area dell\u2019Europa, potremo utilizzare per comparazione, quanto sostenuto dallo storico latino nel suo trattato \u2018Germania\u2019 per elaborare una ipotesi interpretativa di come possano aver avuto origine gli etnomi di cui ci occuperemo pi\u00f9 gi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I Germani<\/strong><br \/>\nTacito afferma che il popolo dei Germani deve il proprio nome a quello di una piccola trib\u00f9 la quale, con ogni probabilit\u00e0 senza ricercarlo, fece s\u00ec che, grazie al significato simbolico dell\u2019attributo loro apposto, questo venisse successivamente esteso all\u2019intero popolo. Tacito era meno attento al significato dei nomi rispetto a Plutarco come si evince dal suo trattatello questioni romane in cui, in un nobile salotto si fanno le pulci al significato del nome Carmenta, e non si cur\u00f2 pertanto, di capire il processo secondo il quale l\u2019appellativo apposto ad una singola trib\u00f9 si fosse esteso all\u2019intero mondo germanico; ma noi, poich\u00e9 ritorna utile l\u2019indagine sul significato dell\u2019etimo, non ometteremo di indagare ed esporre la nostra ipotesi sul significato che veicolano i singoli attributi, convinti come siamo, che nel nome si celi la funzione sociale svolta da chi lo porta. Nella lingua germanica \u2018ger\u2019 significa lancia e la lancia era sinonimo di potere e combattivit\u00e0. \u00c8 evidente che, fra tutte le trib\u00f9 che costituivano il popolo etnicamente omogeneo che non aveva ancora un nome che lo contraddistinguesse come popolo, in quanto non aveva sviluppato quel concetto di unit\u00e0, nell\u2019accezione politica che viene attribuita oggi, la trib\u00f9 dei Germani, essendo quel gruppo umano la cui vocazione era quella di imporre (o difendere) con le armi la propria visione del mondo, infatti ger-mann significa uomini con la lancia, fosse quello che meglio rappresentava tutti nel contesto storico che esamineremo pi\u00f9 gi\u00f9. Non avendo in nostro possesso dati certi che confortino l\u2019 intuizione sopra esposta, ci sembra verosimile la ricostruzione secondo la quale l\u2019attributo di Germann venisse esteso all\u2019intero popolo, sommatoria del pulviscolo di trib\u00f9, in seguito alla minaccia sopraggiunta da popoli invasori non identificabili etnicamente con il proprio. Non \u00e8 da escludere, a motivo della forza d\u2019urto che non ha avuto precedenti nella storia, che il popolo straniero che i Germani considerarono il pi\u00f9 pericoloso per l\u2019unit\u00e0 nazionale, fosse quello romano. Infatti, nel corso delle nostre ricerche non abbiamo riscontrato fonti storiche, prima che lo facesse Tacito, che definissero la moltitudine delle trib\u00f9 protogermaniche appunto Germani. Vi \u00e8 nelle Storie di Erodoto un riferimento ai Germani al servizio del re Ciro in Persia (lib. I, 125), ma ci \u00e8 parso che lo storico facesse riferimento ad un gruppo di mercenari o emigrati appartenenti ad una delle tante trib\u00f9 germaniche, la stessa a cui si sarebbe riferito Tacito quattro secoli dopo. Infatti nel passo tradito, i Germani vengono citati da Erodoto assieme alle trib\u00f9 persiane sottoposte al re. L\u2019 azzardo interpretativo dell\u2019evoluzione del nome di una trib\u00f9 in un etnico, avvalorando ulteriormente quanto viene affermato da Tacito, \u00e9 motivato dal fatto che per la prima volta, quasi tutte le trib\u00f9 germaniche si sollevarono unitariamente contro un nemico comune, quello romano, facendo assumere alla sollevazione le caratteristiche di una guerra nazionale contro l\u2019invasore instillando nel popolo minacciato, attraverso il sollevarsi di una sola voce, il primo concetto di unit\u00e0, di nazione, di omogeneit\u00e0 culturale secondo i canoni moderni. Si avvert\u00ec forse in quelle circostanze, e per la prima volta in quel consorzio umano, l\u2019esigenza di esprimere con un solo attributo l\u2019essenza di un intero popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I Sicani e i Siculi.<\/strong><br \/>\nSe applichiamo agli abitanti della prima ora che abitarono l\u2019isola di Sicilia, la genesi dei nomi sopra descritta nel mondo germanico, col quale, tra l\u2019altro, come emerge dai nostri precedenti studi, i primi abitatori della Sicania erano imparentati, potremo comprendere come si siano formati i due appellativi,, Sicano e Siculo, e per quale ragione, pi\u00f9 dei tanti altri che erano presenti nell\u2019isola: Ciclopi, Lestrigoni, Feaci ecc. essi abbiano lasciato una traccia mnestica indelebile nella storia dell\u2019isola.<br \/>\nRimandando chi volesse approfondire l\u2019argomento sulla ipotesi, pi\u00f9 volte affermata, della provenienza nord europea della lingua sicana, agli studi precedenti ed in particolare all\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.miti3000.eu\/adrano-avo-sicano\/850-la-lingua-dei-sikani.html?eprivacy=1\">Jam akaram: la lingua dei Sicani<\/a>\u201d, in questa sede ci limiteremo a ricercare il significato etimologico degli etimi sicano e siculo che di per s\u00e9 basteranno a chiarire le funzioni sociali che le due classi svolgevano nella societ\u00e0 isolana. I Sicani, fino a quando la Sicilia fu omogeneamente abitata dal popolo che condivideva la medesima visione del mondo, avevano il compito di fornire alla societ\u00e0 i funzionari addetti al culto dell\u2019Avo, che nella lingua da loro parlata si traduceva con il sostantivo Ano riscontrabile tuttora nella lingua tedesca. Il sich-ano rappresentava colui che era il detentore della tradizione. Il pronome riflessivo sich, che significa s\u00e9, s\u00e9 stesso, conferiva valore di immanenza al sostantivo Ano. La tradizione esposta anche in forma di rito, veniva vivificata dal sich-ano. Il sich-kuh corrispondeva al mandriano, da kuh vacca, ma veniva utilizzato metaforicamente in ambito regio per indicare il mandriano di popoli (frequenti i riferimenti al mandriano in questa accezione nell\u2019Avesta il libro sacro dei Persiani) identificabile con il mansueto pastore di greggi di cristiana memoria; il sich-kuh rappresentava il braccio armato dell\u2019Avo, colui che si impegnava a fare rispettare la tradizione, a proteggerla dalle orde barbariche che avrebbero potuto mistificarla apportandovi novit\u00e0 incompatibili.<br \/>\nUn parallelismo con quanto fin qui affermato, lo si ritrova nella societ\u00e0 ebraica, contraddistinta dalla presenza di dodici trib\u00f9. Di queste dodici trib\u00f9, originatesi da dodici fratelli, potevano accedere al sacerdozio soltanto coloro che provenivano dalla trib\u00f9 dei Leviti, mentre al trono regio potevano aspirare soltanto coloro che facevano parte della trib\u00f9 di Giuda.<br \/>\nDunque, verosimilmente, in origine, in Sicilia il sich-kuh, corrispondente al kuh-rus dei Persiani,al kunung degli Svedesi, al Konig per i Tedeschi, prima di trasformarsi esclusivamente in potere politico e rendersi indipendente da quello sacerdotale, interveniva dietro mandato del sich-ano per stabilizzare una situazione uscita dal controllo sacerdotale. Tanto per avere un termine di confronto a noi familiare citiamo il caso di Giosu\u00e8 a capo dell\u2019esercito ebraico, come viene descritto nell\u2019Antico Testamento, il quale agiva dietro mandato di Mos\u00e8, il capo religioso del popolo ebraico. Se volessimo identificare delle figure storiche da paragonare al ruolo incarnato da Giosu\u00e8 nella variante sicana, potremmo andare con la mente ai condottieri Ducezio e Arconide. La variante sicana, rispetto a quella giudaica, riguardante la figura del condottiero, consiste, a nostro avviso, nel fatto che nella figura del duce siculo\/sicano poteva confluire quella del pontefice o sacerdote che chiamar si voglia, affondando, come da noi sostenuto pi\u00f9 volte, la cultura sicana le sue radici nell\u2019humus culturale del nord Europa e dunque, per affinit\u00e0, ritenendo la componente sacerdotale sicana pi\u00f9 vicina a quella druidica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Metafora<\/strong><br \/>\nMa poich\u00e9 la metafora viaggia su due piani paralleli, decriptandone i diversi riferimenti otteniamo che, se da un lato il sich-kuh rappresentava il mandriano di popoli, colui che era preposto a governare sulle genti per il loro benessere, dall\u2019altro esso impersonava il mandriano vero e proprio colui che, fuor di metafora, governava mucche e tori, strumento di ricchezza e di sostentamento. Pertanto, quando in tempi storici, orde di Germani si spostavano con il loro seguito di carri trainati da buoi e mandrie provocando nuvole di polvere e lasciandosi il deserto alle spalle, alla ricerca di nuovi spazi vitali, nell\u2019immaginario collettivo, quella polverosa indefinibile accozzaglia di individui, veniva appellata da chi assisteva allo spettacolo inusuale \u201cI mandriani\u201d I \u201csich-kuh\u201d, I cowboys antelitteram.<br \/>\nAd majora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019eterno gioco delle istituzioni, il potere rappresenta quell\u2019elemento catartico di cui il popolo si serve per investire qualcuno delle proprie responsabilit\u00e0. Pertanto, con riferimento alla nota metafora, si ottiene che il gregge elegge il proprio pastore o, nel caso che qui tratteremo, il proprio mandriano. 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