{"id":1176,"date":"2019-11-27T10:53:28","date_gmt":"2019-11-27T10:53:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adranoantica.it\/?p=1176"},"modified":"2021-11-23T11:48:04","modified_gmt":"2021-11-23T11:48:04","slug":"il-culto-degli-antenati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adranoantica.it\/?p=1176","title":{"rendered":"Il Culto degli Antenati."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">I millenni trascorsi hanno sovrapposto dei veli ai profondi significati nascosti del nome del dio Adrano che, come argomentato in precedenti studi, riteniamo identificabile con L&#8217;avo dei prischi Sicani in generale e degli Adraniti in particolare. Lo studio appassionato della storia avita, se unito all&#8217;ardore che collega i discendenti agli antenati, consente tuttavia di eliminare uno ad uno questi veli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il culto riservato agli Avi dai nostri antichi progenitori sopravvive ancora nel rito celebrato a Novembre. Fino alla precedente generazione esso si trasmetteva immutato nel suo profondo valore religioso. I nostri progenitori, esattamente come i Latini di due o tre millenni fa, accendevano delle lucerne sotto i ritratti degli avi, che erano perennemente collocati in un luogo vicino al focolare domestico, il davanzale del camino per i pi\u00f9 abbienti: il fuoco fisico alimentava idealmente l\u2019ardore che univa gli Avi agli eredi. Il legame tra gli uni e gli altri trapela dal concetto, espresso da Plutarco nella Vita di Camillo, di moto generazionale contenuto nel vocabolo gentes. L\u2019etimo del termine, la cui pronuncia originaria era caratterizzata dal suono gutturale della consonante \u201cg\u201d, riconduce infatti al verbo gehend, di derivazione protogermanica, lingua comune a latini e Sicani della prima ora, col significato di andante. Sulla derivazione protogermanica della lingua sicana non diremo altro, avendo riservato all\u2019argomento approfonditi studi nelle nostre pubblicazioni. Anche il lessema gene \u00e8 riconducibile al verbo gehend, infatti il gene \u201cva\u201d, si trasmette cio\u00e8 dall\u2019avo all\u2019erede, facendo rivivere in qualche modo l\u2019Avo attraverso il discendente, non solo relativamente alla trasmissione degli aspetti somatici ma anche tramite il passaggio di quelli spirituali, conferendo in tal modo l\u2019immortalit\u00e0 agli antenati. Non a caso il Romano defin\u00ec il primogenito \u201cfiglio del dovere\u201d, in quanto con tale concepimento il padre assolveva il suo compito nei confronti degli Avi, garantendo loro la sopravvivenza, il \u201ccammino\u201d; qualora poi non avesse potuto procreare avrebbe fatto ricorso, con divina intuizione, al sacro istituto dell\u2019adozione, considerato come un innesto che, una volta attecchito, si sarebbe fuso con il corpo della pianta, rendendo impossibile distinguere la marza dal porta innesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il grande miracolo, per noi uomini moderni, \u00e8 che a distanza, forse, di sei mila anni, il lessema, riscontrabile anche nell\u2019antico alto tedesco, anu\/o, contenuto nel nome dell&#8217;Avo divinizzato, dell\u2019avo primigenio (Adrano, Giano, Inanna, Nannar, Etana \u2026 ), continua a vivere nel vocabolo nonno (ahn in tedesco moderno), rappresentante per antonomasia dell\u2019istituto pi\u00f9 sacro che la societ\u00e0 umana abbia mai spontaneamente concepito, la famiglia, la quale ha mantenuto il suo ruolo fino alla nostra era infausta, che sta per dare vita ad un nuovo ciclo cosmico, quello dell\u2019acquario, che diluir\u00e0 ogni sacra istituzione, facendo della stessa famiglia un ibrido, un mostro a due teste, con due padri o due madri. Nei giorni dedicati ai defunti, la cui festivit\u00e0 cade nei primi giorni di Novembre, la tradizione voleva che si andasse al cimitero per fare visita ai nonni defunti. Questo periodo era inteso, in Sicilia cos\u00ec come in Scandinavia e nel mondo germanico, come il momento favorevole per creare un contatto con l\u2019aldil\u00e0, per aprire una porta, un varco, uno stargate capace di collegare il mondo col sovra-mondo, il discendente con l\u2019anu, il nonno per eccellenza, l\u2019avo primigenio che, essendo in contatto con le forze del sovramondo, poteva intercedere a favore dei discendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lessema Odhr\u00a0 &#8211; che, unito ad ano, d\u00e0 vita al nome del dio Adrano&#8211; era un attributo riferito all&#8217;avo stesso, definito \u201cfurioso\u201d. Del resto un sacro furore, probabilmente a motivo delle leggi di ereditariet\u00e0, caratterizz\u00f2 sempre gli Adraniti, gi\u00e0 a partire da quel lontano 480 a. C., in cui essi, a fianco di Gelone, nella battaglia di Himera, con il loro coraggio ebbero un effetto propulsore nei confronti degli scoraggiati alleati greci, cambiando le sorti della battaglia; oppure quando, sostenendo il condottiero corinzio Timoleonte, cacciarono i tiranni greci dall&#8217;isola; ed in fine quando, purtroppo, alimentarono con un furore non pi\u00f9 sacro il fenomeno del banditismo del dopoguerra, che vide negli Adraniti i pi\u00f9 numerosi e carismatici aderenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019eredit\u00e0 della lingua sicana, a sua volta riconducibile ad una primigenia lingua nord-europea o protogermanica, diffusasi successivamente, con le migrazioni, sino in area mesopotamica, sopravvive tutt&#8217;oggi, a motivo dell\u2019utilizzo rituale e dunque immutato di tale lingua nel prestigioso tempio del dio Adrano, fino al 213 a.C. (data in cui il tempio viene chiuso dai romani al pubblico culto). Il lessema e il concetto di ninna nanna riportano infatti molto indietro nel tempo: con questa cantilena si invitava il neonato ad \u201centrare\u201d nel mondo \u201cdei nonni\u201d, dal quale proveniva. Inna Ana \u00e8 infatti traducibile in a.a.t. letteralmente con \u201cdentro\u201d \u2013 cos\u00ec da indicare una fase di compenetrazione del neonato nel mondo ultra fisico \u2013 e \u201cAntenato\u201d. Non \u00e8 un caso se tra i Sumeri ritroviamo la dea Innanna, garante tra l\u2019altro della fecondit\u00e0, considerata, come il suo nome stesso indica, la custode dei valori ancestrali degli Avi, come la latina Vesta, detentrice del sacro fuoco che alimenta la stirpe, la \u201cgentes\u201d, gli Avi. La ninna nanna, \u03bd\u03ac\u03bd\u03b9 \u03bd\u03ac\u03bd\u03b9 in greco, Nani Nani in rumeno, aveva dunque alle origini lo scopo di indirizzare e condurre a buon fine il viaggio onirico del neonato, di farlo entrare in contatto con quel mondo, evocando l\u2019ano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si noti che tale pratica \u00e8 oggi riscoperta, per i suoi effetti terapeutici, anche in medicina. Si suggerisce infatti ai parenti di un individuo che riversa in stato di coma permanente di parlare col malato, evocando ricordi piacevoli della sua vita, provocando in tal modo il rientro dello spirito nel corpo. Una pratica simile \u00e8 descritta nel Libro egiziano dei morti, scritto un paio di millenni prima della nostra era, in cui si suggeriva al parente prossimo del defunto di parlargli all\u2019orecchio, onde guidarlo nel cammino dell\u2019aldil\u00e0. Non \u00e8 neanche un caso che il dio della luna sumero \u2013 e si noti che la luna \u00e8 collegata all\u2019attivit\u00e0 onirica \u2013 si chiamava Nannar. A proposito di luna e di astri, ci piace far notare inoltre che gli Adhranhiti, cio\u00e8 i sacerdoti del dio Adhrano, come i sacerdoti sumeri, gli Annunaki, non dovevano essere a digiuno delle scienze astronomiche. Lo testimonierebbe la numerosa simbologia ritrovata nel territorio di Adrano, incisa su manufatti come capitelli, arenaria e ceramiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono infatti numerose le incisioni che raffigurano stelle e soli a raggi nei pesetti da telaio; la croce potenziata \u00e8 raffigurata in uno splendido phytos del III millennio a.C.; ancora una croce, sullo stile di quello utilizzato dai cavalieri di Malta, su un piatto del III millennio a. C.; il carro del sole e la spirale che rappresenta la forma delle galassie, sono incisi negli splendidi capitelli di duro basalto ritrovati nel sito del Mendolito posti su colonne ottagonali; in ultimo, la doppia spirale raffigurata in un&#8217;ansa del VII millennio a. C. che, con la sua forma ad otto riconduce alla legge dell&#8217;ottava e ripropone il concetto di infinito, indicando pure, con questo simbolismo universale, il respiro del mondo che identificava Adrano, sede dell&#8217;Avo, con il polmone dell&#8217;universo.<\/p>\n<p>Ad majora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I millenni trascorsi hanno sovrapposto dei veli ai profondi significati nascosti del nome del dio Adrano che, come argomentato in precedenti studi, riteniamo identificabile con L&#8217;avo dei prischi Sicani in generale e degli Adraniti in particolare. 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