{"id":1692,"date":"2021-10-16T18:51:06","date_gmt":"2021-10-16T18:51:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adranoantica.it\/?p=1692"},"modified":"2022-04-27T11:11:56","modified_gmt":"2022-04-27T11:11:56","slug":"oceano-ovvero-la-stirpe-acquatica-dellavo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adranoantica.it\/?p=1692","title":{"rendered":"Oceano ovvero la stirpe acquatica dell&#8217;Avo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 la primordiale stirpe sicana affidava soltanto alla memoria, alla \u201cforza della mente\u201d, la propria perpetuazione spirituale e poich\u00e9 il mito era la modalit\u00e0 attraverso la quale i nostri antichi progenitori rappresentavano la propria visione del mondo, a noi tocca tentare la decodifica di quella rappresentazione che gli Avi ci hanno tramandato utilizzando un linguaggio metaforico e plastiche allegorie. In questo breve saggio ci occuperemo del mito di Oceano, uno dei figli di Urano e, ancora una volta, nel corso dell&#8217;analisi sar\u00e0 possibile constatare come una globalizzazione culturale informava le civilt\u00e0 pre storiche che abitavano il pianeta. Sar\u00e0 ancora possibile comprendere come attraverso l&#8217;onomastica, gli Avi intendessero veicolare interi concetti e tradizioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Etimologia del nome.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lettore avr\u00e0 certamente riscontrato come spesso nell&#8217;onomastica si faccia esplicitamente riferimento, con orgoglio, alle proprie radici etniche. Ebbene, il nome Oceano non fa certo eccezione.<br \/>\nNel mito greco, Oceano era figlio di Urano.<br \/>\nOra, al ricercatore non sar\u00e0 passato inosservato che entrambe i nomi sono formati con la radice An. Il sostantivo Ano, nella lingua antico alto germanico significa avo, antenato, nonno, ma anche cielo, sede degli antenati. Pertanto, se si scompone il nome della divinit\u00e0 marina secondo la lingua agglutinante tedesca, utilizzando la grammatica avremo la sequenza: \u00f6-cened-ano. Chi ci ha seguito nelle ricerche dei significati etimologici attribuiti all&#8217;onomastica, ricorder\u00e0 che Oannes era l&#8217;appellativo apposto dai Babilonesi agli uomini pesce, esseri questi, secondo il resoconto del sacerdote babilonese Berosso vissuto nel III sec. a. C., civilizzatori venuti dal mare occidentale. Gli Oannes venivano raffigurati nei bassorilievi mesopotamici come esseri per met\u00e0 pesce e per l&#8217;altra met\u00e0 del corpo uomini. Nella lingua sumera e babilonese acqua si scriveva ea; ignoriamo la fonetizzazione della sillaba, se non che si constata che nell&#8217;attuale lingua francese acqua si scrive eau e si pronuncia O. Non appare pertanto peregrina la tesi secondo la quale il prefisso O del nome Oannes indichi proprio l&#8217;elemento acqua. Per quanto riguarda il concetto di stirpe veicolato dal nome Oceano, si riscontra che in antico irlandese, il termine cenedl indica un gruppo umano accomunato da vincoli parentali. Del significato di ano si \u00e8 gi\u00e0 detto e dunque non ci ripeteremo. A questo punto si pu\u00f2 azzardare una libera interpretazione del nome Oceano: scomposto in o-cenedl-ano, potremmo dedurre che esso fosse un appellativo per indicare una &#8220;stirpe di esseri acquatici&#8221; che, padroni dell&#8217;elemento acqua, si muovevano con grande padronanza in esso. Questa stirpe &#8211; cenedl- si riconosceva forse nel comune antenato &#8211; ano- il quale potrebbe corrispondere alla figura del dio mesopotamico Enki appellato Ea, cio\u00e8 acqua. A corroborare questa intuizione afferisce la presenza di alcuni bassorilievi sumerici di tre o quattromila anni fa, in cui vengono rappresentati uomini che con l&#8217;ausilio di respiratori dalla forma di otri, esplorano i fondali marini. Ritorna utile alla nostra ricerca, constatare che filosofi dello spessore di Platone si siano interessati al mito del continente Atlantideo, sprofondato nell&#8217;Oceano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Atlantide.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mitico continente sparito sotto i flussi del mare nel giro di una notte, secondo le notizie apprese dal filosofo greco del IV sec. a. C., e riportate dallo stesso in due suoi dialoghi, il Crizia e il Timeo, oltre che aver dato &#8211; o forse preso- il nome all&#8217;oceano che lo circondava, ha rappresentato un rompicapo per gli studiosi e ricercatori di tutti i tempi. Noi non ci occuperemo della veridicit\u00e0 del mito n\u00e9 faremo cenno ai reperti archeologici sottomarini ritrovati nell&#8217;area in cui si ritiene fosse sorto il mitico continente, n\u00e9 ci soffermeremo sugli studi condotti dai geologi che confermerebbero un innalzamento dei mari di 140 m. circa @lin seguito alla deglaciazione iniziata intorno al 10.500 a. C., innalzamento che ebbe come conseguenza l&#8217;inabbissamento di parte delle coste di terre emerse e la scomparsa sotto i fondali di intere isole, ma circoscriveremo la formulazione delle nostre tesi allo studio del significato che il mito intendeva veicolare e ci\u00f2 grazie al contributo multidisciplinare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La progenie dell&#8217;Avo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 fatto sopra cenno al dio Enki, divinit\u00e0 mesopotamica, cosa che potrebbe apparire bizzarra se si volesse tentare un collegamento con Oceano, inteso questo sia come luogo geografico che, come affermato sopra, nome in codice per veicolare una storia comprensibile ad una cultura antidiluviana, etnicamente omogenea, che abitava allora il pianeta, e che si esprimeva per metafore. Per chiarire la nostra ricostruzione di fatti accaduti migliaia di anni fa, dobbiamo fare cenno alla gerarchia divina. In tutte le culture: mesopotamica, greca, romana ecc., le divinit\u00e0 occupavano un loro posto nella gerarchia divina, posizione che si traduceva in termini di potere oltre che di prestigio man mano che si saliva verso il vertice. La posizione occupata dal singolo dio nel Pantheon, veniva collegata ad un numero. Al numero assegnato alla divinit\u00e0 corrispondevano altrettanti nomi o appellativi. Nel caso della divinit\u00e0 mesopotamica Enki, il suo numero era il 40 che, come si \u00e8 affermato, corrispondeva al numero dei nomi con i quali il dio era conosciuto. Dei quaranta appellativi, quelli che ricorrono con maggiore frequenza per indicare il Nostro, sono collegabili all&#8217;elemento acqua: Enki ed Ea. Il nome Enki \u00e8 infatti composto dai lessemi En che nella lingua norrena significa uno, primo e Kiel che significa chiglia, parte importante di una imbarcazione, riconducibile per metonimia a nave. Dunque, l&#8217;appellativo Enki, ci racconta che il dio era considerato un abile navigatore: il primo, il numero uno sui mari, tanto da formare una unica cosa con l&#8217;acqua da essere appellato egli stesso acqua, Ea. In effetti, dalla traduzione delle tavolette sumeriche, emerge che il dio, dopo che il comando della terra era passato al fratello Enlil, si fosse dato all&#8217;esplorazione del pianeta attraversando i mari, giungendo fino in Africa. Tralasceremo in questa sede di raccontare l&#8217;odissea che il dio Enki avrebbe vissuto nel corso delle sue esplorazioni, navigando per i mari, e che, secondo le ipotesi esposte nell&#8217;articolo &#8220;Sicania: le divine ambasciate. La Svizzera del Paleolitico&#8221; durante le quali avrebbe deciso, a motivo della biodiversit\u00e0 riscontrata nell&#8217;isola, di creare in Sicilia un laboratorio di biologia da cui sarebbero stati diffusi i risultati delle sue ricerche, per tornare al concetto di una globalizzazione della civilt\u00e0 preistorica. Ma tornando al mito di Oceano, non si pu\u00f2 qui evitare di gettare un ponte di collegamento tra il mito greco e il mito sumerico, in quanto Oceano potrebbe essere stato uno degli eredi di Enki emigrato verso occidente, come esporremo pi\u00f9 avanti. Infatti, secondo quanto si legge nelle tavolette sumeriche, in quella parte intitolata dagli studiosi Epopea di Erra, a Marduk, il primogenito del dio delle acque, venne assegnato l&#8217;Egitto che dovette per\u00f2 abbandonare subito dopo a motivo dell&#8217;esilio a cui era stato condannato dal consiglio di d\u00e8i, accusato di aver provocato, sebbene involontariamente, la morte del fratello Dumuzil. In quella occasione il regno dei futuri faraoni pass\u00f2 momentaneamente ad un fratello di Marduk, Ningishzidda &#8211; Thot per gli Egiziani, Tehuti per i Greci, Teuto per i Germani e i Sicani. Tra i Sicani di Sicilia, nella citt\u00e0 di Innessa, oggi Adrano, ritroviamo con questo nome un principe che govern\u00f2 la citt\u00e0 nel VI sec. a. C. -. \u00c8 ipotizzabile che nel regno egiziano, come avviene oggi per chi assume il vescovato nella religione cristiana, Ningishidda cambi\u00f2 nome o gliene venne aggiunto uno nuovo, quello di Thot. Marduk, richiamato dall&#8217;esilio per intercessione dei suoi potenti consanguinei, ritorn\u00f2 in possesso del regno egiziano. A questo punto, una volta reinsediato Marduk al trono egizio, il fratello Thot, che si era ormai affezionato al ruolo di regnante e mal volentieri restituiva il regno, venne a propria volta inviato in esilio, oltremare, l\u00e0 dove fonder\u00e0 un nuovo regno: Atlantide. Verosimilmente il nome con il quale Ningishzidda\/Thoth, verr\u00e0 chiamato nella nuova sede, sar\u00e0 quello di Oceano, un appellativo in cui il sostantivo Ano diventa il denominatore comune per indicare coloro che appartenevano ad un medesimo ceppo familiare, quello a cui facevano parte i divini Urano, Oceano, Adrano, Jahno (Giano bifronte), Manno, Manu, Manitou, tutti nomi derivanti da Ano\/u, dio citato nei testi sumerici ( Epica di Atra-Hasis) quale capostipite dei fondatori delle citt\u00e0 mesopotamiche. Tra i discendenti di Anu potrebbero essere inclusi anche gli Anakiti, abitanti di parte della Palestina, citati nell&#8217;Antico Testamento e definiti appunto figli di Anak. Quanto qui dedotto trova una sua giustificazione anche grazie alle affermazioni di Esiodo. Il poeta, nel suo poema, Le opere e i Giorni, afferma infatti, che i figli di Oceano erano tremila, tra i quali figuravano i fiumi Nilo, Danubio, Po.. insomma tutti quei fiumi metaforicamente collegabili alla stirpe degli Indoeuropei: Egiziani, Germani, Italici&#8230; In tal modo verrebbe a giustificarsi anche il motivo per cui i Greci accomunavano il mare Oceano al mare Atlantico (Aristotile), identificandolo sempre col Mediterraneo Occidentale con il quale Oceano comunicava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal diluvio alla covid 19.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 con sacro pudore che ci avviamo alla conclusione di questo excursus, accostandoci ad un argomento che apparentemente esula dalle iniziali intuizioni, rischiando cos\u00ec di sconfinare in un terreno scivoloso che potrebbe farci precipitare nella disistima di alcuni lettori. Facciamo pertanto appello a questi ultimi affinch\u00e9 vedano in noi la buona fede nella divulgazione delle ricerche operate.<br \/>\nCome \u00e8 stato affermato pi\u00f9 volte nei nostri articoli, citando il Vico, la storia \u00e8 destinata a ripetersi ciclicamente, seppur si presenti con modalit\u00e0 diverse, adeguate ai tempi. Infatti, passando in rassegna lo svolgimento dei fatti odierni riguardo alla &#8220;pandemia&#8221; in corso, chi non intravede nelle modalit\u00e0 messe in atto per affrontarla un ripetersi di quelle messe in atto da divinit\u00e0 ostili al genere umano raccontate dai superstiti del diluvio? Il racconto sumerico della sommersione del pianeta, passato alla storia con il titolo di Epopea di Gilgamesh, poi fatto proprio da molte altre civilt\u00e0, descrive una catastrofe causata da fenomeni naturali, non provocata dunque dal volere divino come affermato nell&#8217;antico Testamento, e tuttavia dagli d\u00e8i conosciuta, cavalcata e nascosta agli umani affinch\u00e9, il numero eccessivo di questi, ritenuto dagli d\u00e8i insostenibile per l&#8217;armonico procedere della vita nel pianeta, venisse sensibilmente ridotto.<br \/>\nMa un dio compassionevole, Enki, biologo, il cui simbolo era quello di due serpenti che si attorcigliavano attorno ad un bastone, creatore del genere umano, costretto dal fratello Enlil appoggiato da un consesso di divinit\u00e0, al giuramento di non comunicare ad alcun essere umano l&#8217;approssimarsi dell&#8217;evento catastrofico, trascorreva notti insonni, dilaniato dalla domanda se fosse giusto l&#8217;editto emanato dal congresso divino di annientare le sue creature. Giunto alla conclusione di quanto &#8220;disumana&#8221; fosse la determinazione divina, Enki pervenne all&#8217;idea di mettere in atto uno stratagemma che salvasse il genere umano senza venir tuttavia meno al giuramento rilasciato al divino consesso. Entrato dunque nella dimora dell&#8217;uomo pi\u00f9 saggio della citt\u00e0 di Uruk, Ziusudra, si pose di fronte a una parete dietro la quale si trovava l&#8217;uomo, e si mise a parlare alla parete, ma in modo che l&#8217;uomo potesse udire quanto egli diceva: &#8220;parete ho da dirti quanto segue\u2026 &#8220;, proferiva il buon dio, e raccontando quanto stava per accadere al pianeta terra, sugger\u00ec alla parete di mattoni di costruire una nave. Da esperto navigatore quale egli era, detto&#8217; alla parete le misure e le tecniche di costruzione adatte affinch\u00e9 l&#8217;imbarcazione potesse resistere alle acque che da l\u00ec a poco si sarebbero abbattute sulle terre emerse e che avesse anche dimensioni tali da riuscire a contenere le specie botaniche e animali che potessero ripopolare il pianeta quando la catastrofe fosse cessata. Oggi non sono le acque del diluvio a minacciare il genere umano, ma un morbo, pi\u00f9 o meno vero nella gravit\u00e0 della sua manifestazione. Esso, il morbo, si presta al medesimo ruolo che il diluvio svolse dodicimila anni fa: fungere da strumento per riorganizzare il pianeta. Ancora una volta, il motivo per cui gli &#8220;d\u00e8i&#8221; odierni, forse eredi di quelli dei tempi del diluvio, evocano un &#8220;reset&#8221; del pianeta terra, con la conseguente decimazione della popolazione, \u00e8 rappresentato, a loro modo di vedere, dalla insostenibilit\u00e0 demografica.<br \/>\nE ancora una volta, il dio compassionevole che salv\u00f2, attraverso un escamotage, parte dell&#8217;umanit\u00e0 una prima volta, ripropone una seconda volta, attraverso modalit\u00e0 diverse adeguate ai tempi odierni, il medesimo sotterfugio, rivelando cio\u00e8, a registi, fumettisti, scrittori di romanzi, cantautori e artisti di vario genere, i piani degli odiatori del genere umano. Questi prediletti del dio, a loro volta, attraverso la produzione delle loro creazioni artistiche e letterarie: films, romanzi considerati di fantascienza etc. avviano la divulgazione in anticipo dei piani che gli odiatori del genere umano intendono mettere in atto. Il messaggio di salvezza diffuso attraverso le criptiche modalit\u00e0 sopra descritte, pur diretto a tutti gli individui, verr\u00e0 purtroppo decriptato soltanto da pochi, tanto da rendere comprensibile il biblico messaggio secondo il quale &#8220;molti saranno i chiamati ma pochi gli eletti&#8221;.<\/p>\n<p>Ad maiora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poich\u00e9 la primordiale stirpe sicana affidava soltanto alla memoria, alla \u201cforza della mente\u201d, la propria perpetuazione spirituale e poich\u00e9 il mito era la modalit\u00e0 attraverso la quale i nostri antichi progenitori rappresentavano la propria visione del mondo, a noi tocca tentare la decodifica di quella rappresentazione che gli Avi ci hanno tramandato utilizzando un linguaggio &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/?p=1692\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Oceano ovvero la stirpe acquatica dell&#8217;Avo&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":36,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-1692","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-vespro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1692","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/36"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1692"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1692\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1761,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1692\/revisions\/1761"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1692"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1692"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1692"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}