{"id":1988,"date":"2023-11-07T17:20:41","date_gmt":"2023-11-07T17:20:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adranoantica.it\/?p=1988"},"modified":"2023-11-07T17:29:45","modified_gmt":"2023-11-07T17:29:45","slug":"copione-commedia-de-il-matrimonio-di-etna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adranoantica.it\/?p=1988","title":{"rendered":"COPIONE COMMEDIA DE  &#8220;IL MATRIMONIO DI ETNA&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Poich\u00e9 lo scopo di questo sito \u00e8 quello della divulgazione gratuita<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u00a0sappia il regista che intendesse fornire l\u2019opera sua,<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u00a0 per RIEVOCARE l\u2019illuminata <\/em><em>reggenza del principe Sicano, Teuto, nella citt\u00e0 di Innessa,<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em> che l\u2019autore \u00e8 disposto a rinunciare ai diritti d\u2019autore per la messa in scena dell&#8217;opera.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Ad Majora.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>IL MATRIMONIO DI ETNA<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ATTO I<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCENA I<\/strong><\/p>\n<p><em>Una ragazza alla toilette, aiutata \u00a0da due ancelle.\u00a0 Destra della scena<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>VOCE FUORI CAMPO<\/strong>: Etna \u00e8 il nome della giovane donna che vedete. Eccola mentre si prepara, in occasione del suo matrimonio.\u00a0 \u00c8 \u00a0figlia del principe Teuto, principe giusto, amato dal popolo.<\/p>\n<p><em>Voce chiama da fuori Etna. Entra Teuto. I due parlano. <\/em><\/p>\n<p><strong><em>VCF<\/em><\/strong><strong>:<\/strong> Teuto col proprio ingegno ha reso prospera la sua citt\u00e0, Innessa, e grazie all\u2019amore profuso ai cittadini l\u2019ha resa felice. Ora Innessa \u00e8 tra le sette citt\u00e0 pi\u00f9 potenti dell\u2019Isola.<\/p>\n<p>Quando i Siculi, popolo di emigranti, si presentarono agli antenati Sikani di Teuto, questi li accolsero come fratelli e di fatto si integrarono formando un solo popolo con i Sikani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Buio su Etna. Esce.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>VCF<\/strong>: Il principe illuminato a lungo aveva aspettato la nascita di un erede. Gli d\u00e8i, che in tutto lo avevano beneficiato, lo avrebbero fatto attendere a lungo prima di concedergli questo dono.<\/p>\n<p><em>La luce si sposta su un uomo alla sinistra della scena, siede su uno scranno con fare pensieroso.<\/em><\/p>\n<p><strong>VCF:<\/strong> \u00a0Trascorsero cos\u00ec lunghi anni senza che il nostro eroe e sua moglie potessero godere della compagnia di un figlio.<\/p>\n<p>Un giorno, Teuto sal\u00ec sul monte pi\u00f9 alto e si ritrov\u00f2 a osservare l\u2019immenso cielo azzurro, sede dei suoi Avi.\u00a0 Unico compagno quel gigante di pietra che si ergeva immenso e faceva da guardia all\u2019isola.<\/p>\n<p>Alz\u00f2 le braccia verso il cielo, invoc\u00f2 gli Avi con parole sacre e piene di forza. Parl\u00f2 come mai aveva parlato prima.<\/p>\n<p>Invoc\u00f2 Odhr Ano,\u00a0 che in lingua sikana significa \u201cpotenza dell\u2019Avo\u201d. A questo dio era stato dedicato un luogo sacro nella citt\u00e0 di Innessa.<\/p>\n<p>Teuto, certo che gli d\u00e8i non avrebbero mai concesso che una stirpe di tale valore si estinguesse, con queste parole si rivolse al dio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Teuto<\/strong>: \u201cOdhr Ano, concedimi un\u2019erede. Tu conosci quali mali potrebbero sopraggiungere al popolo e alla stirpe in mancanza di questi: sarebbe un lutto per i padri che mi hanno preceduto, i quali non potrebbero continuare a\u00a0 vivere attraverso la loro discendenza e di conseguenza ne verrebbe un male anche per te, Antenato, poich\u00e9 il tuo culto si spegnerebbe assieme al fuoco della nostra stirpe. Concedimi dunque un figlio. Fallo non solo per me,\u00a0 ma per noi.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0VCF<\/strong>: Non aggiunse altro Teuto, conscio che ogni altra parola sarebbe stata superflua per un dio che sa vedere nel cuore di chi lo evoca. Quella stessa notte Teuto e la moglie avrebbero concepito una bambina, il cui nome sarebbe stato presto associato ad una grande citt\u00e0. Quel nome nella lingua dei padri significava \u201cColei che \u00e8 stata invocata\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Moglie (seduta o stesa su di un letto) con bambina in fasce e Teuto.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Moglie<\/strong>: Guarda, Teuto, com\u2019\u00e8 bella la nostra bambina!<\/p>\n<p><strong>Teuto<\/strong>: \u00c8 bella, molto bella. E molte altre saranno le virt\u00f9 di cui sar\u00e0 dotata. Avr\u00e0 la migliore delle educazioni, sar\u00e0 una regina giusta e amata dal popolo. Gli d\u00e8i devono averla destinata a grandi cose. Non pu\u00f2 essere altrimenti per un dono del cielo. Lei \u00e8 <em>colei che \u00e8 stata invocata,<\/em> e cos\u00ec sar\u00e0 conosciuta tra le genti. Il suo nome \u00e8 Etna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCENA II. L\u2019ANNUNCIO DEL MATRIMONIO<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Luce su Etna; buio su Teuto e moglie. <\/em><\/p>\n<p><em>Etna \u00e8 in compagnia della Balia e intenta in qualche lavoro domestico.<\/em><\/p>\n<p><em>Entra il padre Teuto<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>:\u00a0 (<em>posa il lavoro e guarda fuori dalla finestra<\/em>) Non senti gli uccellini cantare?<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: S\u00ec, e vorrei strozzarli. Mi hanno svegliata all\u2019alba. In particolare ve n\u2019\u00e8 uno che odio pi\u00f9 di tutti. Dev\u2019essere la nota stonata del gruppo, perch\u00e9 stride come un\u2019arpa male accordata.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Io li trovo molto graziosi. Sembrano preannunciare qualche lieto evento.<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Non vedo cosa possa accadere di bello. Viviamo gi\u00e0 una vita invidiabile.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Non so \u2026 Balia, non hai mai sentito l\u2019esigenza di avere qualcuno accanto.<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Gli d\u00e8i mi hanno fatto il dono di diventare la nutrice di una bellissima bambina. Da allora starle accanto mi ha sempre soddisfatta.<\/p>\n<p><strong>Etna:<\/strong> Credo che incontrer\u00f2 qualcuno.<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Si incontrano persone tutti i giorni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Etna sospira e riprende il lavoro.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Balia, credo di avere sbagliato qualche nodo. <em>(le porge un tessuto, con atteggiamento svogliato)<\/em><\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Fa vedere. Ah, ecco. Lo sistemo io.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Mi si sono stancati gli occhi. Vorrei smettere per oggi.<\/p>\n<p><strong>Balia:<\/strong>\u00a0 Beh \u2026 d\u2019accordo. Tra non molto ti attendono i precettori. Approfittane per prendere un po\u2019 d\u2019aria.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Etna si alza .Nello stesso momento entra Teuto accompagnato dalla moglie.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Teuto<\/em><\/strong>:\u00a0 \u00c8 permesso?<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Re Teuto, Regina!<\/p>\n<p><strong>Teuto<\/strong>: Cara figliola, ho bisogno di parlarti.<\/p>\n<p><em>(La balia fa per uscire<\/em>)<\/p>\n<p><strong>Regina<\/strong>: No, Balia, non andare. Ascolta anche tu. Sei stata tanto cara e leale nei confronti di Etna, \u00e8 giusto che tu sappia.<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: L\u2019ho amata come fosse figlia mia. Gli d\u00e8i lo sanno.<\/p>\n<p><strong>Teuto<\/strong>: Non indugiamo ancora. Ebbene, figlia mia \u2026 Ormai sei\u00a0 una donna ed \u00e8 giunto il momento che tu prenda marito. Non spaventarti. So che \u00e8 un passo grande e che andrai incontro ad una nuova vita, dovrai aver cura di te stessa. Tu che sei sempre stata protetta e al sicuro. Ma non temere. Sei la cosa pi\u00f9 preziosa per tua madre e tuo padre e opereremo affinch\u00e9 tu sposi un uomo degno del tuo rango e del tuo valore. Tutti i principi, i re e gli aristocratici dell\u2019isola stanno per essere informati. Poi organizzeremo una festa di matrimonio che tutti ricorderanno per sempre e consacreremo la vostra unione davanti agli d\u00e8i!<\/p>\n<p>I messaggeri sono gi\u00e0 in viaggio. Presto gli uomini pi\u00f9 grandi dell\u2019isola verranno in visita per vedere te portando con s\u00e9 doni meravigliosi. Sceglieremo assieme tra i pi\u00f9 valorosi.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Padre, se potessi rimarrei in casa vostra per molti anni ancora, ma se voi lo considerate opportuno, sar\u00f2 pronta a prendere marito. So che terrete in considerazione il bene di vostra figlia e che saprete consigliarmi nella scelta.<\/p>\n<p><strong>Teuto<\/strong>: ( <em>abbraccia la figlia<\/em>) Non temere, gli d\u00e8i ci proteggono. Avanti! C\u2019\u00e8 molto da organizzare ancora!<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Teuto esce <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Regina<\/strong>: (<em>accarezzando la figlia).<\/em> Sii felice Etna, non sono in molti i padri che concedono tanta libert\u00e0. Faremo in modo che tu possa essere soddisfatta del tuo futuro marito. Io ti sar\u00f2 accanto.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Grazie madre. Ho molta fiducia in entrambi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Regina esce <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCENA III<\/strong><\/p>\n<p><em>Etna si siede, mentre la Nutrice si volta dando le spalle al pubblico e inizia a singhiozzare via via sempe pi\u00f9 forte.<\/em><\/p>\n<p><strong>Etna <\/strong>: Balia, perch\u00e9 piangi? Cos\u2019hai?<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Scuote la testa.<\/p>\n<p><strong>Etna:<\/strong> Parla Balia!<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: La mia bambina sta per sposarsi!<\/p>\n<p><strong>Etna: <\/strong>E ti dispiace tanto?<\/p>\n<p><em>Balia annuisce.<\/em><\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Perch\u00e9?<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Non sar\u00e0 pi\u00f9 la stessa cosa.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Ma tu potrai continuare a starmi accanto. Lo chieder\u00f2 io a mio padre.<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: E se fosse un uomo cattivo?<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Mio padre?<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: No! Il vostro sposo! Potrebbe farvi del male, trattarvi con cattiveria.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Farmi del male? Mio padre non lo permetterebbe!<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Bambina, bambina. Non sapete ancora molto del mondo.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>. \u00c8 vero.<\/p>\n<p><em>Balia piange.<\/em><\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Balia \u2026 e se invece non mi amasse e mi trattasse con indifferenza?<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Sarebbe un pazzo! E proprio questo temo: i pazzi! Sarebbe pi\u00f9 facile il contrario.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Che io non lo amassi? Non ci avevo pensato. Che dovrei fare allora?<\/p>\n<p><strong>Balia:<\/strong> Dovrete imparare ad amarlo.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Balia, i miei genitori si amano e rispettano. Non dovrebbe essere cos\u00ec difficile sposare qualcuno.<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Il re Teuto ha scelto personalmente vostra madre. Quando la vide se\u00a0 ne innamor\u00f2. Loro sono stati fortunati. Gli d\u00e8i li hanno assistiti.<\/p>\n<p><strong>Etna:<\/strong> Perch\u00e9 gli d\u00e8i non dovrebbero assistere anche me?<\/p>\n<p><strong>Balia:<\/strong> Prego sempre gli d\u00e8i per questo!<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Ero gi\u00e0 preparata a questo giorno, anche io li prego da molto tempo. Balia, \u00e8 molto triste dovere sposare un uomo prima di poterlo conoscere.<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Lo \u00e8.<\/p>\n<p><strong>Etna:<\/strong> Eppure, non so perch\u00e9, ho come un buon presentimento. Sento che potrei incontrare un uomo generoso e bello e innamorarmene.<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Ma chiss\u00e0 se potrete sposarlo!<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Perch\u00e9 parlate cos\u00ec? Adesso non so pi\u00f9 se piangere o essere felice.<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Io voglio piangere.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Ed io essere felice.\u00a0 E lo sar\u00f2. Gli d\u00e8i mi infondono fiducia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCENA IV :\u00a0 FALARIDE <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>VCF <\/strong>: Ad Agrigento intanto un \u00a0temibile tiranno stava concentrando tutto il suo ingegno allo scopo\u00a0 di risolvere una grave questione. Dopo avere dilapidato le grandi ricchezze della sua citt\u00e0, si arrabattava ora allo scopo di trovare un modo per rimpinguare le casse dello stato.\u00a0 Il suo nome era Falaride e sarebbe passato \u00a0alla storia come il pi\u00f9 crudele fra i tiranni dell\u2019isola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong>: Che gli d\u00e8i se li portino! Tutti: dal primo dei miei consiglieri, all\u2019ultimo dei cittadini! Tutti loro con le loro esigenze, fabbisogni,\u00a0 desideri, sciocche richieste.<\/p>\n<p>E io ad accontentarli tutti. I principi viziati e la gente. Tutti vogliono qualcosa in cambio del loro consenso!<\/p>\n<p>\u00c8 facile governare indisturbati quando si comprendono i pi\u00f9 intimi desideri degli uomini. L\u2019avarizia e l\u2019ambizione muovono i grandi, la saziet\u00e0 e i divertimenti interessano al popolo. E io questo ho dato loro. La guerra nutriva l\u2019esercito, gli aristocratici e il popolo; la corruzione alimenta il silenzio; la costruzione di templi magnifici,\u00a0 la proclamazione di giochi annuali, la distribuzione di frumento e grano ha accontentato il popolo e reso la figura di un tiranno tanto amabile! E Agrigento! Ah, Agrigento! Quanto ha tratto vantaggio da tutto questo? Mai ci fu una citt\u00e0 tanto bella e temuta! La migliore! E il popolo mi ama per questo.<\/p>\n<p>Ma quanto ancora durer\u00e0 questa apparente gioia? Per quanto ancora il popolo e i consiglieri gradiranno la mia presenza?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Pausa di riflessione. Andirivieni per la stanza, si alza, siede, gioca con dei fogli sul tavolo\u00a0 (a preferenza dell\u2019attore)<\/em><\/p>\n<p>Quel re, Teuto, una volta mi disse che i tiranni non vivono a lungo una vita felice &#8230; Ma allora ero troppo giovane e orgoglioso per crederlo \u2026<\/p>\n<p>Ora so che la corruzione si alimenta con la corruzione e che il consenso comprato una volta lo si compra per sempre!<\/p>\n<p>Per quanto ancora il popolo accetter\u00e0 di essere tassato? Le casse dello Stato non reggeranno ancora a lungo. Le tasse sono state aumentate di recente e i miei uomini sconsigliano di tassare ancora i cittadini.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 necessario trovare altro denaro che alimenti la mia magnifica e costosa politica! Una volta finiti i divertimenti e i premi, sar\u00e0 finita anche per me!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCENA IV<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Giunge un araldo recante una pergamena\u00a0 contenente l\u2019 annuncio del matrimonio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Araldo<\/strong>: Mio signore!<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong>: Sciocco! Chi ti ha fatto entrare?\u00a0 Mi interrompi in un momento tanto importante!<\/p>\n<p><strong>Araldo<\/strong>: Vogliate scusarmi. Vado via!<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong>: Dove vai, stupido , impertinente araldo? Gi\u00e0 che sei qua, leggi.<\/p>\n<p><strong>Araldo<\/strong>:\u00a0 Mio signore, giungo da Innessa e\u00a0 porto un annuncio a nome del Re \u00a0Teuto.<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong>: Ah! Ma guarda un po\u2019, si parlava giusto di lui.<\/p>\n<p><strong>Araldo<\/strong>: Non vedo nessuno qui. Con chi ne parlava?<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong>: Limitati a compiere il tuo dovere o ti far\u00f2 giustiziare per la tua insolenza.<\/p>\n<p><strong>Araldo<\/strong>: Ambasciator non porta pena!<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong> (<em>urlando<\/em>) : Leggi!!<\/p>\n<p><strong>Araldo <\/strong>(<em>intimorito<\/em>): A tutti i Re, Principi, Signori della Sicilia, patria abitata da giusti D\u00e8i, si annuncia che la figlia del Re Teuto ha raggiunto l\u2019et\u00e0 adatta al matrimonio e si invitano costoro a farsi avanti. A coloro che faranno visita alla futura sovrana, verr\u00e0 concessa la migliore ospitalit\u00e0 e a colui che si dimostrer\u00e0 il pi\u00f9 degno tra i pretendenti, sar\u00e0 offerta\u00a0 una citt\u00e0, un territorio e l\u2019affetto di un\u2019ottima moglie e di una famiglia.<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong> (<em>tra s\u00e9 e s\u00e9<\/em>) : Questa potrebbe essere una buona idea. Un matrimonio! Sono ancora un bell\u2019uomo, malgrado l\u2019et\u00e0! Pieno di fascino e carisma!<\/p>\n<p><em>(Si accorge dell\u2019araldo che in quel momento fa una smorfia di dissenso.)<\/em>\u00a0 E tu sei ancora qui? Che aspetti ad andartene?<\/p>\n<p><strong>Araldo<\/strong>: Cosa devo mandare a dire al Re Teuto?<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong>: Avrai la risposta al pi\u00f9 presto. Per ora va. Le ancelle ti serviranno al meglio.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Araldo fa un lieve inchino ed esce<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong>: Che dicevo? Ah gi\u00e0, il matrimonio! \u2026 Eppure il padre non acconsentir\u00e0 mai. I tiranni sono invisi ai principi sikuli. Loro non amano affatto la destrezza e l\u2019abilit\u00e0 con le quali noi, tiranni, arriviamo a guadagnarci il potere. Intrighi, tradimenti li chiamano loro! Astuzia la chiamo io! A che serve aspettare, come fanno loro, di ascendere al potere per acclamazione del popolo? Oh, ma loro credono di essere una stirpe eletta dagli d\u00e8i, uomini virtuosi, si credono loro! <em>\u00a0\u2026 <\/em><\/p>\n<p>Ebbene, in qualche modo avr\u00f2 tra le mani quegli ori. Non so ancora come far\u00f2, ma ci riuscir\u00f2. Quando mi ripropongo qualcosa, la ottengo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCENA VI\u00a0\u00a0 L\u2019ARRIVO IN CITT\u00c0 DEI CATANESI.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Esterno, la citt\u00e0. <\/em><\/p>\n<p><em>Leonida, Etna, nutrice.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Primo catanese<\/strong>: Amici carissimi, siamo giunti \u00a0nella citt\u00e0 del re Teuto. Qui ci attende la sua bella figlia. Forza, prendiamo i doni e rechiamoci a far visita alla famiglia del re.<\/p>\n<p><strong>Secondo Catanese<\/strong>:\u00a0 Amici miei, vi ricordo che da questo momento siamo anche rivali!<\/p>\n<p><strong>Terzo catanese<\/strong>: Rivali, ma non nemici. Le famiglie aristocratiche della democratica Catania hanno scelto noi, i migliori giovani uomini della citt\u00e0, in rappresentanza della nostra citt\u00e0. Baster\u00e0 che uno di noi conquisti \u00a0Etna affinch\u00e9 tutta la citt\u00e0 ne goda.<\/p>\n<p><strong>Primo catanese<\/strong>: Mettiamo da parte ogni tipo di odio fra di noi, dunque.<\/p>\n<p><strong>Secondo Catanese<\/strong>: Nessun odio per il vincitore. Spero che manteniate la promessa quando vincer\u00f2 io.<\/p>\n<p><strong>Terzo catanese<\/strong>: E tu perch\u00e9 sei cos\u00ec silenzioso, caro Leonida?<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: \u00a0Non c\u2019\u00e8 niente che mi renderebbe pi\u00f9 felice che il portare onore alla nostra amata Catania, alle nostre famiglie e al nostro popolo. Tuttavia, l\u2019onore che ci \u00e8 stato concesso mi pare davvero gravoso. Se avr\u00f2 la fortuna di essere scelto quale sposo della figlia Etna dal re Teuto, spero di trovare nella principessa una creatura amabile e bella. Se cos\u00ec non fosse, non me ne vogliate, ma preferisco lasciare a voi questo grande onore.<\/p>\n<p><strong>Primo c:<\/strong> Saresti pronto a tirarti indietro davanti alla decisione di un re? Condanneresti tutti a morte!<\/p>\n<p><strong>Leonida:<\/strong>\u00a0 Allora sar\u00f2 io ad essere condannato! Condannato\u00a0 ad una vita infelice!<\/p>\n<p><strong>Secondo c<\/strong>: Infelice?\u00a0 Innessa \u00e8 una citt\u00e0 ricca e pacifica, che infelicit\u00e0 potrebbe derivarne? Non temete amici, se Leonida si dimostrer\u00e0 tanto sciocco da rifiutare un tale dono, io mi dimostrer\u00f2 pronto ad accoglierlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Etna \u00e8 poco distante, con la balia si aggira tra i mercati in cerca di tessuti. Per caso ha ascoltato la conversazione dei giovani catanesi.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Dunque loro sono pretendenti provenienti da Catania. Mi sono gi\u00e0 fatta un\u2019idea su \u00a0di loro.<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Lo sapevo io, questi matrimoni attraggono sempre uomini in cerca di ricchezze! Povera cara, quale triste destino il tuo!<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Eppure, non \u00e8 detta l\u2019ultima parola. Hai ascoltato quel giovane, Leonida?<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: S\u00ec, mia cara, ho sentito. E ho visto. \u00c8 proprio un bel giovane. Forse non \u00e8 come tutti gli altri. Potresti essere fortunata se sposassi lui.<\/p>\n<p><strong>Etna: <\/strong>Ma come fare ad essere certa della sua buona fede?<\/p>\n<p><strong>Balia<\/strong>: Mia bella Etna, la dea \u00e8 bendata, per cui qualche volta occorre prenderla per mano. Guarda, il giovane Leonida\u00a0 prende congedo dalla sua compagnia. Ascoltami bene ti dir\u00f2 io cosa fare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCENA VI &#8211; CONFRONTO DI LEONIDA ED ETNA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Terzo C<\/strong>: Bene Leonida, noi ci avviamo verso la reggia di Teuto. Non fare tardi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>I compagni si allontanano accompagnati dai servi che trasportano i doni. Leonida fa un cenno con la mano per salutare i compagni e inizia a passeggiare. La piazza brulica di persone e rivenditori. Si avvicina Etna.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Il signore ha un\u2019aria abbattuta, gradite dei fiori da portare alla vostra bella moglie?<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: No grazie \u2026 (<em>la guarda meglio, pare ripensarci<\/em>) e sia, datemi questi fiori. (<em>le porge delle monete<\/em>).<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Considerateli un dono, riponete le vostre monete.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>:\u00a0 Siete una bella e gentile fioraia. Vi ringrazio.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Sarei felice se solo voleste dirmi cosa vi turba. Forse potrei esservi d\u2019aiuto.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Visto che siete tanto cortese con me, ne approfitter\u00f2. Vedete, vengo dalla democratica Catania, la mia famiglia desidera che io incontri la principessa e spera che lei possa diventare la mia sposa.<\/p>\n<p><strong>Etna:<\/strong> Sarebbe davvero un grande onore.<\/p>\n<p><strong>Leonida:<\/strong> S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec\u2026 ma vedete, prender moglie senza conoscerla \u00e8 un gran bel rischio!<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Parlate proprio da uomo. Credete che\u00a0 per la principessa sia tanto pi\u00f9 piacevole? Una donna sogna solo di trovare un uomo adatto a lei. Ma in quanto principessa ha da \u00a0valutare tante altre cose, il bene del popolo per fare un esempio, deve valutare con attenzione le aspirazioni dei pretendenti e assicurarsi che non siano uomini venali.\u00a0 Infine deve rimettersi al parere del re e sperare che il suo giudizio coincida con il proprio.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Avete ragione, la difficolt\u00e0 sta da entrambi i lati.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Ad ogni modo, parlate come se foste gi\u00e0 promessi sposi. Siete voi il fortunato?<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: No, non sono io. Sono ancora libero.<\/p>\n<p><strong>Etna:<\/strong> Libero? Se \u00e8 una tale costrizione per voi, siete ancora in tempo a tornare indietro e lasciare il posto ad altri. Con permesso (<em>fa per andare<\/em>).<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Bella fioraia, dove andate? Perch\u00e9 ve la prendete tanto per delle parole che non vi toccano?<\/p>\n<p><strong>Etna:<\/strong> Mi toccano, invece. \u00c8 della mia futura regina che parlate! E ne parlate pur senza conoscerla.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Le siete fedele, dunque deve essere una buona principessa.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Il padre le ha dato degli ottimi precettori.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Ditemi \u2026\u00a0 <em>(le fa cenno di accomodarsi su di una panchina o muretto)\u2026<\/em> Che uomo \u00e8 il re?<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Oh! \u00c8 un re giusto, autorevole, severo eppure buono. Vi assicuro che non ha mai operato contro il suo stesso popolo. \u00c8 pio e devoto al dio Adrano<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Nella mia citt\u00e0 non esistono pi\u00f9 i re. \u00c8 il popolo a regnare, guidato dalle famiglie migliori.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Sono a conoscenza dell\u2019esistenza delle citt\u00e0 democratiche. Il Re Teuto ha concesso ad alcune di loro di reggersi secondo questo istituto. Ma parlatemene meglio, un\u2019umile fioraia non conosce queste cose. Vi sono delle famiglie che di fatto reggono il potere?<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: No, le famiglie sono delle guide, esecutori del potere, ma \u00e8 il popolo a detenere il vero potere.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: In che modo?<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: facendo sentire la propria voce durante le assemblee. Ma ditemi invece, la figlia del re \u00e8 bella?<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Dicono che sia piuttosto\u00a0 bella \u2026. e anche virtuosa. \u00c8 \u00a0istruita e forse anche intelligente.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Di solito questo \u00e8 quel che si dice di una ragazza per nulla graziosa ma di buona famiglia e forse di buon cuore.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: E il buon cuore non \u00e8 gi\u00e0 una grande virt\u00f9? Cercate solo la bellezza in una donna? Ebbene \u2026 giudicherete voi stesso.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Vi prender\u00f2 in parola se risponderete a questa domanda: \u00e8 bella quanto lo siete voi?<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Non so se sono bella, ma dicono che le somigli un po\u2019.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Un po\u2019 sarebbe gi\u00e0 pi\u00f9 che sufficiente. Se solo vi somigliasse quel po\u2019 di cui dite, potrei sposarla.<\/p>\n<p><strong>Etna:<\/strong> Dunque \u00e8 cos\u00ec. Preferite la bellezza al buon cuore e una donna ricca ad una forse pi\u00f9 bella ma povera?<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Allora \u00e8 vero che voi siete pi\u00f9 bella?<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Siete abile a sviare i discorsi. Ma ditemi, voi che requisiti avete per pretendere di chiedere in sposa la figlia di Teuto?<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Sono catanese e provengo da una famiglia aristocratica.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: \u00a0Sono tutti nobili. E tra questi ve ne sono alcuni che possiedono ricchezze immense.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Forse. Ma ve ne sono altri belli quanto me?<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Forse no. Di certo mai tanto superbi.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Superbo? Sono solo sicuro di me e delle mie buone qualit\u00e0. Sono stato cresciuto secondo buoni principi, sono stato istruito dai migliori precettori, dando peso egualmente al corpo e allo spirito. Non sono uno scansafatiche.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: I rampolli delle pi\u00f9 nobili famiglie sono sempre un po\u2019 scansafatiche.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: L\u2019arte della guerra nel mio paese \u00e8 praticata indistintamente da tutti gli uomini.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: E dunque amate la guerra! Siete bellicoso, forse scontroso e\u00a0 propenso alle risse.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Quali pregiudizi vi portate dietro, mia cara fioraia! Conoscere la guerra non vuol dire amarla, ma impararne i segreti\u00a0 \u00e8 utile e vuol dire anche prevenirla.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Non posso negarlo \u2026 parlate con saggezza.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Allora sono anche saggio! Me ne ricorder\u00f2 quando parler\u00f2 in presenza del re Teuto.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Siete ora convinto\u00a0 di sposare la principessa?<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Prima lo ero poco e ora lo sono anche di meno. Due stelle hanno rapito il mio cuore.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Mio signore \u00e8 ancora giorno, non si vede alcuna stella in cielo.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Io le vedo. Sono qui davanti a me e posso scorgere il mio viso \u00a0riflettersi in esse.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: (<em>sposta lo sguardo imbarazzata<\/em>) Parlate cos\u00ec ad ogni donna che incontrate?<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Tra le poche donne alle quali ho dedicato qualche parola dolce solo due donne hanno avuto l\u2019onore di ricevere parole tanto piene d\u2019amore.<\/p>\n<p><strong>Etna:<\/strong> Chi, se posso chiedere?<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Una era mia madre, ma vi assicuro che non \u00e8 lo stesso sentimento \u2026<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: questo vostro atteggiamento mi fa dubitare del vostro buon cuore.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Non sia mai! Credetemi, rinuncio alla principessa se voi lo vorrete. Confessatemi il vostro nome e donatemi il vostro cuore!<\/p>\n<p><strong>Etna:<\/strong> Non avevate dei doveri nei confronti del vostro paese e della vostra famiglia? Non \u00e8 per loro che vi recate in visita dalla principessa?<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Non lo nego..<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Eccoci in presenza di un terribile difetto! Siete un uomo di poco valore se non rispettate i vostri doveri.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Cos\u00ec mi confondete.\u00a0 Io sento gi\u00e0 di amarvi. Ditemi chiaramente se corrispondete i miei sentimenti o no.<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Mio caro amico, sono una povera fioraia, cosa volete che ne sappia io di queste cose?<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Non conosce una fioraia l\u2019amore?<\/p>\n<p><strong>Etna:<\/strong> Andate, mio buon signore, \u00e8 stato bello conoscervi e parlare con voi. Spero di rivedervi presto e mi auguro che per quell\u2019occasione voi abbiate sposato la principessa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Etna si allontana lasciando Leonida stupito e affranto. Raggiunge la balia che l\u2019aspetta poco distante.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Oh, Balia! La mia prima impressione si \u00e8 rivelata esatta! So gi\u00e0 chi sposer\u00f2! Spero solo che si presenti al cospetto di mio padre e che i miei modi di fare non lo abbiano ferito troppo. Ma se \u00e8 vero ci\u00f2 che mi ha detto, capir\u00e0 e non mi disprezzer\u00e0 per la prova che l\u2019ho costretto ad affrontare!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Etna e la balia escono.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Leonida:<\/strong> Che triste sorte! Gli d\u00e8i devono proprio essere invidiosi di noi mortali se mi hanno fatto incontrare una donna tanto bella e intelligente e nello stesso giorno mi hanno costretto ad abbandonarla! Aveva uno sguardo cos\u00ec dolce, degli occhi tanto luminosi ed un sorriso splendido! Eppure era anche tanto sagace e possedeva un guizzo che la rendeva davvero particolare! Era solo un\u2019umile fioraia eppure aveva un contegno fiero, degno di una regina! Quale educazione avr\u00e0 avuto per parlare cos\u00ec e tenermi testa? Ha ragione in fondo, sono qui per compiere dei doveri nei confronti della mia famiglia e delle citt\u00e0 che mi ha scelto fra tanti aspiranti.<\/p>\n<p>Era lei la donna adatta a me, sebbene appartenente ad una classe sociale pi\u00f9 bassa! Ma la nobilt\u00e0 non deriva forse dalle virt\u00f9? Lei era una nobile, ne sono certo. Ora dovr\u00f2 accontentarmi\u00a0 di quel che verr\u00e0.<\/p>\n<p>Suvvia, dalla principessa. A confronto con la bella fioraia, quell\u2019altra mi sembrer\u00e0 una popolana!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCENA VI:\u00a0 FALARIDE. IL PIANO<\/strong><\/p>\n<p><em>Falaride, Eunuco, Consigliere.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Falaride:<\/strong> (<em>come continuando un discorso gi\u00e0 iniziato<\/em>) Per cui come agire? So l\u2019opinione che hanno di me i principi siculi, so quanto gli siano invisi \u00a0i tiranni. Mai accetteranno di imparentarsi con me, un tiranno. Ma poi, \u00e8 proprio vero quanto si dice sul suo regno? che la sua citt\u00e0 s\u00ec, quella Innessa, sia la pi\u00f9 ricca tra le citt\u00e0 etnee?\u00a0 Se \u00e8 vero quanto si favoleggia, a noi quegli ori stanno a cuore. \u00c8 certo che mai Teuto lascer\u00e0 che io sposi sua figlia. \u00c8 certo anche che dell\u2019oro ho bisogno! Devo completare ancora il Tempio della Concordia che \u00e8 il simbolo che sancisce l\u2019idillio tra me e il popolo. Degli aristocratici posso pure curarmene poco se ho il popolo dalla mia. Sono dei democratici quegli aristocratici, cocciuti e caparbi. Non accetteranno mai la tirannide. Il popolo, quello devo ingraziarmi.<\/p>\n<p><strong>Eunuco<\/strong>: Mio signore Innessa \u00e8 protetta da mura di fortificazione tali che nessun tiranno greco ha mai osato attaccarla frontalmente. Le sue mura sono inespugnabili come quelle di Troia e se quelle furono costruite dagli d\u00e8i queste furono costruite dai loro figli, i Ciclopi. Le nostre macchine da guerra, gli arieti, le torri, nulla potrebbero contro quelle inamovibili pietre. Nessun assedio potrebbe metterla in ginocchio poich\u00e9 hanno acque sorgive al loro interno e granai ripieni. Non ci fu mai un nome pi\u00f9 adatto di\u00a0 Innessa, se \u00e8 vero che in lingua sicula significa \u201cil cibo dentro le viscere della terra\u201d, poich\u00e9 i frutti e il grano crescono spontaneamente senza grandi sforzi. Ancor di pi\u00f9 \u00e8 vero dopo le recenti\u00a0 opere di bonifica nei pressi del fiume Simeto, che Teuto ha appena completato. \u00c8 dunque ben fortificata e rifornita di tutto punto. Una guerra nelle nostre condizioni? Sarebbe una rovina! Per raggiungerla dovremmo attraversare i territori siculi a noi ostili, per mantenere l\u2019esercito avete bisogno di denaro, la distanza che ci separa \u00e8 notevole. Provate a tassare il popolo\u00a0 ancora un po\u2019 e avrete una sommossa popolare!<\/p>\n<p><strong>Consigliere<\/strong>: Mmm \u2026 mmm (<em>rimugina fra s\u00e9 e s\u00e9, si gratta la testa, va avanti e indietro. Infine con uno scatto improvviso si gira verso il tiranno)<\/em>. Mio signore, il cavallo di Troia \u2026<\/p>\n<p><strong>Falaride:<\/strong>\u00a0 Ma \u00e8 un trucco troppo vecchio! Sii un po\u2019 pi\u00f9 originale.<\/p>\n<p><strong>Consigliere:<\/strong>\u00a0 No mio Signore \u2026. Intendo dire che potremmo risolvere la questione facendo ricorso ad un imbroglio, un inganno, come fecero gli Achei con il cavallo di Troia!<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong>: Ora ti spieghi bene! Non \u00e8 una cattiva idea. Hai gi\u00e0 qualcosa in mente?<\/p>\n<p><strong>Consigliere<\/strong>:\u00a0 Certo mio signore! E l\u2019occasione \u00a0la fornisce Teuto in un piatto d\u2019argento.<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong>: Tu dici?<\/p>\n<p><strong>Consigliere<\/strong>: Teuto non sta forse preparando un faraonico matrimonio per la sua unica figlia? Ebbene \u2026<\/p>\n<p><strong>Eunuco<\/strong>: <em>(lo interrompe)<\/em> Abbiamo detto che a noi le donne non piacciono.<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong> <em>rivolge un\u2019 occhiataccia all\u2019 Eunuco.<\/em><\/p>\n<p><strong>Eunuco<\/strong>: <em>(intimorito)<\/em> Ovviamente volevo dire che \u2026 non siamo interessati al matrimonio.<\/p>\n<p><strong>Consigliere<\/strong>: Infatti non dobbiamo sposare nessuno. N\u00e9 possiamo presentarci di persona. \u00a0La presenza del nostro signore non sarebbe ben accetta &#8211; sua eccellenza mi perdoni (<em>fa un inchino a Falaride<\/em>) &#8211; nelle libere citt\u00e0 sicule. Ma i siculi sono gente ben educata e non rifiuterebbero dei doni diretti alla sposa, anche qualora provenissero <em>&#8211; (fa un inchino diretto a Falaride)<\/em> \u00a0il mio signore mi perdoni &#8211; da un Tiranno. <em>(pronuncia la parola \u201ctiranno\u201d evidenziandola bene, con una lievissima sfumatura di sarcasmo. )<\/em><\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong><em>: (Smorfie al sentire pronunciare la parola \u201ctiranno\u201d) \u00a0<\/em>Emh \u2026 Beh \u2026. Vai al sodo. Parlaci di questo inganno.<\/p>\n<p><strong>Consigliere:<\/strong> La vita del mio signore \u00e8 troppo preziosa per barcamenarci in una guerra aperta, pertanto sar\u00e0 sufficiente una retata, veloce, sicura, indolore. Una retata mirata all\u2019erario della citt\u00e0. Caricato il forziere su una veloce biga si rientra subito ad Agrigento.<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong>: Tu ti prendi gioco di me. Cominci dalla fine, sembra che il tesoro sia gi\u00e0 nei miei forzieri, ma non dici come sia possibile introdursi in una citt\u00e0 cos\u00ec ben fortificata, come abbattere le ciclopiche mura o sfondare le grandi porte di bronzo, come eliminare le sentinelle vigili sulle torri che dominano la valle del Simeto \u2026 da quella rocca si vede \u00a0muoversi una pulce gi\u00e0 fin da Siracusa. Non vorrai renderti invisibile?<\/p>\n<p><strong>Consigliere<\/strong>: Esatto mio signore.<\/p>\n<p><strong>Falaride ed Eunuco<\/strong> <em>(scambiano sguardi stupiti\u00a0 e ripetono ad una voce) <\/em>Invisibili?<\/p>\n<p><strong>Consigliere<\/strong>: Di pi\u00f9! Ci renderemo amici, ospiti. Mi spiego meglio. Un araldo annuncer\u00e0 che dieci bighe provenienti da Agrigento, intendono introdurre i numerosissimi doni che Falaride, signore di quella citt\u00e0, invia quale dono di nozze alla pi\u00f9 bella principessa sicula, rammaricandosi che egli, gi\u00e0 anziano, non possa gareggiare con i giovani pretendenti alla sua mano n\u00e9 proporre suo figlio, troppo giovane. Non avendo che invidiare il giovane fortunato che sar\u00e0 degno marito di Etna si contenta di farle recapitare i doni, simbolo dell\u2019amicizia che le offre. I doni saranno consegnati certamente dalle matrone, ben pi\u00f9 rassicuranti dei soldati.<\/p>\n<p><strong>Eunuco:<\/strong> Delle matrone dovrebbero compiere un furto nell\u2019erario cittadino? Delle donne? Ma che piano \u00e8 mai questo?! Vi conviene rivederlo da capo.<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong>: <em>(che ha gi\u00e0 compreso) <\/em>Tu sottovaluti le donne d\u2019oggi! Ma dagli il tempo di spiegare.<\/p>\n<p><strong>Consigliere:<\/strong> <em>(infastidito dalle continue interruzioni dell\u2019Eunuco)<\/em> Grazie mio signore. Le matrone non saranno altro che giovanissimi ed imberbi guerrieri, scelti tra i migliori. Sotto le vesti porteranno le armi. Faremo in modo che arrivino in citt\u00e0 verso il tramonto. La penombra nasconder\u00e0 meglio il travestimento. Una volta entrati, consegneranno le casse e dopo avranno tutto il tempo per studiare la citt\u00e0. In mezzo alla folla nessuno si accorger\u00e0 di loro. In piena notte forzeranno l\u2019erario e prese le casse con i tesori faranno veloce ritorno in patria.<\/p>\n<p><strong>Falaride<\/strong>: Mi piace. Qualcosa mi dice che passeremo alla storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ATTO II<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCENA I\u00a0 SFILATA DEI PRINCIPI<\/strong>.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Teuto, Moglie, Etna, Nutrice,principi, Leonida<\/em><\/p>\n<p><em>Teuto \u00e8 seduto su di un trono, a fianco la moglie e la figlia. I principi sfilano ad uno ad uno portando dei doni.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Pretendente 1: <\/strong>Sono Arcade di Creta. Re Teuto, per omaggiare voi e la principessa vi faccio dono degli ori e delle\u00a0 ceramiche del mio \u00a0ricco regno, \u00a0animato da mille commerci,\u00a0 sicuro punto\u00a0 di approdo per ogni nave che giunga dai luoghi pi\u00f9 lontani. Non abbiamo costruito mura per difenderci. Infatti siamo amanti della pace e il nostro buon nome non ci procura nemici, ma solo alleati e amici. Non in guerra ma in pace abbiamo costruito le\u00a0 nostre fortune.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Teuto: <\/strong>Conosco vostro padre, \u00e8 un uomo saggio e un fedele alleato di Innessa. La Sicilia offr\u00ec una dimora sicura ai reduci di Troia che smarrirono la via del ritorno, pertanto conosciamo la vostra civilt\u00e0 e vincoli di ospitalit\u00e0 ci uniscono. Sarei felice se mia figlia si unisse a un giovane come voi. Ma ci sono ancora molti uomini, di nobili natali, che vorrebbero presentarsi ed \u00e8 bene dare a tutti la possibilit\u00e0 di farlo, affinch\u00e9 la scelta sia pi\u00f9 sicura.<\/p>\n<p><em>Teuto fa un cenno. Il principe si congeda.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Balia: (<\/em><\/strong><em>Ad Etna, sottovoce.)\u00a0 <\/em>Pare proprio un bel giovanotto! Che ne dite? Ma guardate questo che si avvicina! Quanto \u00e8 brutto! Guardatelo mentre si pavoneggia!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pretendente 2: <\/strong>Ottimo Re Teuto! Ricorderete di certo anche il mio venerando padre! Ormai da tempo ha raggiunto gli d\u00e8i, seguito subito dopo dal mio unico fratello, e io sono rimasto il solo a reggere le sorti del mio regno! Non \u00e8 molto vasto, \u00e8 vero, ma sapete bene quanto sia ricco di ogni bene! Distese di grano del colore dell\u2019oro\u00a0 e frutti dolci e dissetanti.<em>\u00a0 <\/em>Per darvene una prova ho voluto portarvene in gran \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 quantit\u00e0. (<em>Prende qualche frutto e li\u00a0 porge alla Regina, a Teuto e ad Etna).<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Teuto: <\/em><\/strong>Ricordo sia il vostro nobile padre sia il vostro eroico fratello. Uomini valorosi, nostri alleati in pi\u00f9 d\u2019una guerra contro gli irriducibili Cartaginesi. Mi auguro che voi abbiate ereditato da loro il coraggio e l\u2019onore oltre che il regno. Il tempo ce ne dar\u00e0 una prova. (<em>Gesto di congedo.)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Balia: <\/em><\/strong>Non credo voi vogliate sposare un uomo tanto egocentrico e pomposo! Stiate serena, non pare piacere nemmeno a vostro padre. Vediamo un po\u2019 chi si presenta ora\u2026 Che prestanza fisica!! Veste alla maniera dei soldati, e una cicatrice taglia un sopracciglio. Ha un\u2019aria dura, ma non \u00e8 affatto male. Un uomo di carattere, vigoroso! \u00c8 cos\u00ec che dev\u2019essere un uomo, fossi giovane e bella come voi non me lo farei scappare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pretendente 3: (<\/strong><em>con fare arrogante e bellicoso)<\/em> Re Teuto, i nostri due regni a lungo sono stati nemici. Io stesso, quando mio padre non ebbe pi\u00f9 la forza per reggere le armi in campo, ho condotto l\u2019esercito di Siracusa contro il vostro.\u00a0 Ma ora sono qui in una nuova veste. Oggi non ho intenzione di dichiarare guerra, ma solo di ricomporre la pace e renderla pi\u00f9 duratura per mezzo del vincolo del\u00a0 matrimonio. Sapete quanto sia potente il mio regno, quanto forte il mio esercito. Le nostre navi salpano per i mari pi\u00f9 lontani, sono veloci, sicure e mai tornano vuote. Se mi concederete vostra figlia avrete in me un valido alleato, nel mio esercito\u00a0 mille braccia pronte a difendervi da ogni pericolo. I nostri regni saranno infine unificati sotto la vostra benedizione.<\/p>\n<p><strong>Teuto: <\/strong>So bene quanto sia potente il vostro esercito, la vostra flotta \u00e8 ineguagliabile nei commerci cos\u00ec come nelle pratiche belliche. Mi auguro che un eventuale rifiuto non si trasformi nella causa che potrebbe spingerci a nuove ostilit\u00e0. Vi ricordo, mio caro Re Kratos, i termini del trattato di pace che siamo entrambi tenuti a rispettare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pretendente 3 : <\/strong>Non potrei dimenticarmene, temo ancora molto gli d\u00e8i per divenire uno spergiuro.<strong>\u00a0\u00a0 (<\/strong><em>Gesto di congedo rivolto alla Regina ed Etna. Pi\u00f9 intenso nei confronti di quest\u2019ultima. La considera gi\u00e0 sua moglie).<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Balia:<\/strong> Che insolenza! Ha posato il suo sguardo su di voi troppo a lungo e con un\u2019 intensit\u00e0 che non si addice al luogo o alla vostra persona! Questo \u00e8 un uomo abituato a prendere senza fare troppi complimenti. C\u2019\u00e8 da stare in allarme. E vostro padre lo ha ben capito. Gli \u00e8 piaciuto ancor meno del precedente. E quello chi \u00e8? Pare una donna, guardatelo, i suoi abiti e il suo aspetto sono pi\u00f9 curati del vostro. Se vi vedessi assieme non saprei dire quale dei due sia l\u2019uomo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pretendente 4 (<\/strong>c<em>onsegna i doni, tra questi stoffe lussuose e pregiate.)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Entra Leonida un po\u2019 titubante ma deciso a compiere il suo dovere. \u00c8 raggiunto dagli altri catanesi i quali indicano Etna.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>Com\u2019\u00e8 triste la mia sorte! Eppure devo rassegnarmi e svolgere il mio dovere di uomo, figlio e cittadino.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Catanese 1: <\/em><\/strong>\u00a0Eccoti infine! \u00e8 davvero la bellezza che si dice essere. Guardatela, \u00e8 proprio l\u00ec.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L<strong>eonida: <\/strong>\u00a0Questo mi consola poco \u2026 non vedr\u00f2 pi\u00f9 occhi come quelli \u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Catanese 1: <\/strong>Sei davvero strano oggi! Ma che ti prende? Solleva lo sguardo. \u00c8 lei la nostra principessa.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>\u00a0Che gli d\u00e8i mi assistano! <strong>\u00a0<\/strong>Non posso proprio crederci! \u00c8 o non \u00e8 lei? La bella fioraia! Mi ha ingannato? Mi avr\u00e0 messo alla prova?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pretendente 4 : \u2026<\/strong> Per la Regina e per la Principessa ho dunque portato queste stoffe ricamate in oro. Si\u00a0\u00a0 addicono alla loro bellezza. In pi\u00f9 mia madre si riserva di portare i suoi personali saluti alla Regina, la cara cugina, e spera di rivederla presto, magari durante un lieto evento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Regina: <\/strong>La ricordo sempre con affetto. Ditele pure che non serve aspettare grandi cerimonie per rivedersi. La incontrerei con molto piacere in qualsiasi momento. Vorrei inoltre che le faceste avere dei doni che mi occuper\u00f2 di scegliere personalmente, affinch\u00e9 siano il simbolo della profonda amicizia che ci lega.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCENA\u00a0 II: RICONOSCIMENTO<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>I Catanesi avanzano in gruppo. La balia sussurra qualcosa all\u2019orecchio di Etna, quest\u2019ultima la guarda significativamente.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Primo Catanese:\u00a0 <\/strong>Ottimo Re Teuto, veniamo dalla vicina Catania, la Democratica. Non possiamo vantarci del titolo di principi o di re, perch\u00e9 ormai da tempo non esistono\u00a0 pi\u00f9 nella nostra citt\u00e0. Dunque, siamo giunti in gruppo quali rappresentanti delle migliori famiglie della citt\u00e0, affinch\u00e9 nessuno primeggiasse sull\u2019altro ingiustamente.<\/p>\n<p><strong>Leonida:\u00a0 <\/strong>In gruppo dunque vi consegniamo i doni non a nome dei singoli, ma a nome della nostra citt\u00e0, la quale, come una madre che non vede differenze tra i figli quando questi sono tutti pieni di virt\u00f9, ci invia qui tutti assieme e affida alla principessa il compito di giudicare quale sia il pi\u00f9 degno dei mariti.<\/p>\n<p><strong>Terzo Catanese: <\/strong>Non siamo principi, ma non temiamo la concorrenza poich\u00e9 i meriti delle nostre famiglie e le nostre virt\u00f9 bastano a renderci simili a dei principi.<\/p>\n<p><strong>Secondo Catanese: <\/strong>\u00a0Siamo certi\u00a0 che la principessa trover\u00e0 fra di noi il marito che cerca.<\/p>\n<p><strong>Teuto: <\/strong>\u00a0Cari figlioli, ammiro il modo in cui vi siete presentati, privi di qualsiasi timore, consapevoli del vostro valore. Sappiate che l\u2019opinione di mia figlia avr\u00e0 grande valore e influenzer\u00e0 di certo il mio giudizio. Un padre vuole solo il meglio per i figli, tanto pi\u00f9 se \u00e8 del loro futuro che si parla. Per mia figlia desidero un futuro pieno di prosperit\u00e0 e di felicit\u00e0. L\u2019uomo che sposer\u00e0 dovr\u00e0 portare onore alla famiglia ed essere egli stesso virtuoso e giusto. A loro assegner\u00f2 terre e alla mia morte il regno, che dovr\u00e0 essere gestito con saggezza, coraggio e valore militare, affinch\u00e9 nessun abitante di queste terre debba mai soffrire la fame o patire le umiliazioni derivanti da una gestione dello stato inefficiente, infruttuosa e condotta senza la benedizione degli d\u00e8i.\u00a0 Tutto ci\u00f2 deve essere considerato e in base a ci\u00f2 verr\u00e0 scelto l\u2019uomo che sposer\u00e0 Etna. Vi parlo cos\u00ec\u00a0 poich\u00e9 sono convinto che tutto debba essere condotto con trasparenza.<\/p>\n<p>Adesso lasciateci il tempo di scegliere con calma. Comportatevi come se questa fosse la vostra dimora.<\/p>\n<p><strong>Etna: <\/strong>Padre, hai detto che tutto deve essere condotto con trasparenza, dunque permettimi di parlare adesso e liberamente, davanti a tutti. Devo confessare che ho gi\u00e0 fatto la mia scelta. Ho avuto la possibilit\u00e0 di parlare con un pretendente questa mattina in citt\u00e0. Sebbene tutti si siano dimostrati dei degni pretendenti, \u00e8 a lui che va la mia preferenza e poich\u00e9 un breve incontro \u00e8 bastato a farmene innamorare, vi chiedo di acconsentire, padre, sempre che, il giovane Leonida sia d\u2019accordo.<\/p>\n<p><strong>Teuto: <\/strong>Leonida, fatti avanti. \u00c8 vero ci\u00f2 che dice mia figlia.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>:\u00a0 S\u00ec, \u00e8 vero. Mio re, potrebbe sembrare un modo per accattivarmi le vostre simpatie, ma devo confessare la mia felicit\u00e0 nel ritrovarla a corte e scoprire in lei la donna che ho incontrato questa mattina. Ci\u00f2 mi rende felice e infelice, perch\u00e9, ora che l\u2019ho ritrovata, non potrei sopportare di perderla.<\/p>\n<p><strong>Teuto:<\/strong> Terr\u00f2 in considerazione le tue parole, ma non voglio ancora pronunciarmi.\u00a0 Ora ritiriamoci nei nostri appartamenti e lasciamo che i nostri ospiti si intrattengano nei modi che pi\u00f9 preferiscono. Conferir\u00f2 con loro singolarmente.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>SCENA III: ARRIVO DELLE MATRONE IN CITT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p><em>3 Matrone con numerosi carri pieni d\u2019oro e schiavi, \u00a02 soldati di fronte alle porte della citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><strong>Matrona I: (<\/strong><em>sistemandosi l\u2019abito)<\/em> Insomma!! Che fastidio questo travestimento!!<\/p>\n<p><strong>Matrona 2<\/strong>: Eppure ti dona molto, ah ah ah\u2026\u2026.<\/p>\n<p><em>Matrona I colpisce Matrona 2 <\/em><\/p>\n<p><strong>Matrona 1<\/strong>: Forse non hai avuto il tempo di guardarti allo specchio!<\/p>\n<p><strong>Matrona 3<\/strong>: Silenzio! Arrivano le guardie. Comportatevi <em>(con lieve imbarazzo)<\/em> \u2026 da donne.<\/p>\n<p><strong>Soldato 1<\/strong> <em>serio<\/em>: Cosa ci fanno delle matrone alle porte della citt\u00e0 al tramonto e senza scorta?<\/p>\n<p><strong>Matrona 3:<\/strong> <em>(Fa la vezzosa) <\/em>Uh, mio buon amico, veniamo da Agrigento e portiamo dei doni da parte del nostro signore Falaride alla principessa Etna, in occasione del suo matrimonio.<\/p>\n<p><strong>Matrone assieme<\/strong><em> (facendo un inchino e ripetendo come se avessero imparato la formula a memoria, magari accompagnando con dei gesti e con dei grossi sorrisi.)<\/em> Il nostro ottimo Signore Falaride di Agrigento, Tiranno di nome ma non di fatto. Ha risvegliato la citt\u00e0 e l\u2019ha resa ricca, ha concesso felicit\u00e0 al popolo e combattuto contro\u00a0 i nobili egoisti.<\/p>\n<p><strong>Soldato 1<\/strong>. Bene, la vostra presenza era stata annunciata. Dov\u2019\u00e8 la vostra scorta? Signora, mantenete le distanze.<\/p>\n<p><strong>Matrona 3: <\/strong>Uh uh, scusatemi \u2026 avete proprio un grazioso visetto per\u00f2.<\/p>\n<p><strong>Matrona 1<\/strong>: Il nostro Signore non voleva indisporre il Re Teuto inviando assieme a noi uomini in armi. Ha espressamente vietato loro di entrare nella citt\u00e0. Si accamperanno fuori e passeranno la notte distanti da qui.<\/p>\n<p><em>Soldato 1 e 2 si guardano indecisi sul da farsi <\/em><\/p>\n<p><strong>Matrona 2<\/strong>: Ma noi siamo solo delle povere donne, sono certa che il Re Teuto vorr\u00e0 offrirci riparo! Conosciamo la sua fama di buon ospite! <em>Fa le moine ai soldati<\/em><\/p>\n<p><strong>Soldato 2<\/strong>: Certo, ovviamente riceverete la migliore delle ospitalit\u00e0. Adesso seguiteci. Com\u2019\u00e8 uso condurremo i doni presso l\u2019erario della citt\u00e0 e dopo vi scorteremo fino a palazzo dove troverete qualcuno pronto ad accogliervi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>I soldati fanno strada. Le matrone seguono.\u00a0 Gli schiavi dietro guidano le bighe.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Matrona 1<\/strong> (diretta a Matrona 3 sotto voce): Tua madre sarebbe lieta di vedere che bella figliola ha partorito. \u201cAvete proprio un grazioso visetto!\u201d<\/p>\n<p><strong>Matrona 3:<\/strong> Sto cercando di recitare al meglio il mio ruolo!<\/p>\n<p><strong>Matrona 2<\/strong>: Ti riesce davvero naturale!<\/p>\n<p><em>Matrona 3 colpisce entrambi gli amici. I soldati si voltano a guardarle e le matrone si ricompongono e sorridono con fare vezzoso<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>SCENA IV.<\/strong><\/p>\n<p><em>Teuto, Regina, Etna, Leonida passeggiano presso un giardino. <\/em><\/p>\n<p><strong>Teuto : <\/strong>Ho gi\u00e0 conferito con tutti i pretendenti. Non\u00a0 rimani che tu Leonida di Catania. A te voglio dedicare pi\u00f9 tempo dato che mia figlia ha\u00a0 manifestato per te una particolare attrazione. Ho intenzione di parlarti liberamente come si parla ad un figlio. Non voglio ingannarti, chi ti ha preceduto \u00e8 certamente pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 potente di te.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Leonida:<\/strong> Ne sono consapevole.<\/p>\n<p><strong>Teuto<\/strong>: Sono fattori che influenzano molto la scelta di chi vuole apportare benessere e ricchezza al proprio regno. Eppure questo non \u00e8 che un aspetto. Non \u00e8 la ricchezza a fare di un uomo un re. Un re \u00e8 tale quando ha le virt\u00f9 necessarie per guidare un popolo. Il benessere personale non \u00e8 un punto di partenza ma di arrivo. Se il re \u00e8 abile nelle azioni di governo, se conduce la sua vita con sobriet\u00e0 e non sperpera ma invece incrementa le risorse del regno per mezzo di una buona politica, il regno prospera, il popolo non vive nella miseria ed \u00e8 sereno. Se il re \u00e8 giusto in tempi di pace e di guerra, il popolo \u00e8 felice. La ricchezza di un re non si misura solo in oro. Certo \u00e8 vero che l\u2019oro rende tutto pi\u00f9 facile, ma non bisogna mai considerarlo essenziale. Conosco re che hanno sconvolto la serenit\u00e0 del proprio popolo per condurre una politica di munificenza volta ad ingraziarsi il consenso generale. Ma \u00e8 una strada pericolosa questa che hanno intrapreso. Da un momento all\u2019altro tutto potrebbe cambiare.<\/p>\n<p><strong>Leonida<\/strong>: Catania non ha re, ma le vostre parole sono vere e pu\u00f2 ben comprenderle anche chi proviene da una realt\u00e0 come la mia. Le famiglie aristocratiche che\u00a0 guidano la citt\u00e0 con il consenso del popolo collaborano affinch\u00e9 la giustizia e la pace siano preservate.<\/p>\n<p><strong>Teuto:<\/strong> Mia figlia mi ha confessato il piccolo inganno di cui si \u00e8 resa arbitro. Perdonatela se potete.<\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>\u00c8 cos\u00ec mio Re. Tanto mi aveva incantato quella fioraia che sono stato vicino a non presentarmi a corte, ma il dovere nei confronti della mia citt\u00e0 e della mia famiglia mi ha riportato sulla giusta strada. Non ho nulla da perdonare, non la biasimo per come ha agito.<\/p>\n<p><strong>Teuto: <\/strong>Mi ha anche detto che avete esperienza militare.<\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>S\u00ec. L\u2019educazione di ogni catanese, specialmente se di famiglia aristocratica, prevede l\u2019addestramento militare, ma non trascura gli studi. La pratica bellica \u00e8 necessaria per rafforzare corpo e spirito. Sudore e fatica creano l\u2019uomo, lo forgiano sano e forte. Le scienze attribuiscono rigore di legge alla conoscenza che di per s\u00e9 \u00e8 infinita e mai completamente alla portata dell\u2019uomo. Allo stesso modo l\u2019uomo deve darsi delle leggi l\u00e0 dove l\u2019incerto regna sovrano. La filosofia \u00a0rende l\u2019uomo saggio.\u00a0 E il rispetto degli d\u00e8i e degli antenati lo rendono perfetto. Tutto questo prevede l\u2019educazione di un catanese. E credo, per quel che so di voi, che non sia dissimile dalla vostra.<\/p>\n<p><strong>Teuto: <\/strong>Mi sembrate un giovane sano e valoroso. Purtroppo per\u00f2, il tempo a nostra disposizione non \u00e8 sufficiente per darne una prova. Ancora una volta voglio essere sincero: la mia preferenza ricade su di\u00a0 voi quanto su Arcade di Creta.<\/p>\n<p>(<em>alla Regina) <\/em>Mia cara, \u00e8 bene rientrare. Andiamo. Etna, intrattieniti pure se preferisci, ma non tardare.<\/p>\n<p>(<em>Si allontana con la Regina)<\/em><\/p>\n<p><strong>Teuto: <\/strong>E tu, che sai essere la pi\u00f9 saggia tra i\u00a0 miei consiglieri, mia cara Regina, non mi hai ancora reso partecipe della tua opinione.<\/p>\n<p><strong>Regina: <\/strong>Mio Re, e amore mio, due anime simili condividono spesso le stesse opinioni, e per questo che so essere la pi\u00f9 saggia tra i tuoi consiglieri. Il pi\u00f9 delle volte il nostro pensiero risuona all\u2019unisono e tu sai che ci\u00f2 che suggerisco \u00e8 giusto perch\u00e9 tu stesso lo consideri tale. Come te io credo che Arcade e Leonida siano i migliori tra i pretendenti. Qualcosa me li rende simili. La buona educazione, il rispetto verso l\u2019autorit\u00e0 umana e divina. Entrambi saprebbero governare con giustizia e vigore. Sennonch\u00e9 Arcade \u00e8 un principe ed erediter\u00e0 un ricco regno, mentre Leonida \u00e8 solo un aristocratico. Figlio di un\u2019ottima famiglia di una citt\u00e0 potente ma democratica. Adesso devi solo capire quale sia la cosa migliore per il regno e per tua figlia. Unire due regni o preservare la forza del nostro senza correre il rischio di decentrare il governo? E ancora pi\u00f9 importante, almeno per una madre, arricchire il regno con una buona alleanza o compiere la felicit\u00e0 di una figlia che ha gi\u00e0 scelto il suo futuro marito? Ad ogni modo, ognuna delle due alleanze riserva ottime possibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Teuto: <\/strong>\u00c8 vero, i nostri pensieri risuonano all\u2019unisono. <em>(escono)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCENA V<\/strong><\/p>\n<p><em>Etna e Leonida si prendono per mano <\/em><\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>Oh Etna! Quanto mi ha sorpreso rivedere in voi quella bella fioraia! Credevo di sognare!<\/p>\n<p><strong>Etna<\/strong>: Perdonatemi, Leonida, per quel brutto inganno! Avevo notato voi ed i vostri amici e ho voluto scoprire quali fossero le vostre reali intenzioni. Tra i pretendenti ve ne sono molti che aspirano al regno. Innessa \u00e8 ricca di ogni bene e sicura,\u00a0 ben fortificata ed inespugnabile. In molti ambiscono a diventarne Re. Certo, anche una volta sposati nulla assicura loro il regno. Ma tu sai che un genero ambizioso \u00e8 certamente fonte di pericolo. La storia racconta anche di familiari che hanno complottato per ottenere il potere incuranti di ogni sorta di legame.<\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>Non temete, comprendo le vostre motivazioni: dovevate tutelare il popolo, vostro padre e certamente\u00a0 voi stessa. Tutto questo vi rende ancora pi\u00f9 cara ai miei occhi.<\/p>\n<p><strong>Etna: <\/strong>Leonida, se anche voi mirate ai beni di mio padre, a Innessa o anche solo ad un piccolo arricchimento che di certo percepirete sposando me, confessatelo subito. Dopo il mio cuore non reggerebbe al dispiacere di scoprire in un uomo tanto amato un marito freddo e insensibile.<\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>Etna! Non vi ho forse dimostrato gi\u00e0 quanto poco io mi curi delle ricchezze? Non lo avete compreso quando mi dimostrai pronto ad abbandonare i propositi di sposare una ricca, bella ma sconosciuta principessa per una bella, virtuosa e intelligente fioraia? E non comprendeste che solo l\u2019onore e il dovere nei confronti della mia famiglia e della mia citt\u00e0, accompagnato dal rifiuto della fioraia, che cos\u00ec si dimostrava virtuosa, mi port\u00f2 ad avviarmi verso quello che sentivo come un sacrificio?<\/p>\n<p><strong>Etna: <\/strong>\u00c8 vero \u2026 perdonatemi. Sono solo spaventata.<\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>Da cosa?<\/p>\n<p><strong>Etna: <\/strong>Dal cambiamento e \u2026 dalla possibilit\u00e0 di perdere voi. Nulla \u00e8 certo. Io ho espresso il mio giudizio, ma temo che non sia sufficiente. Avete sentito? Avete un degno rivale.<\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>Cosa posso fare per conquistare la fiducia e la stima di vostro padre?<\/p>\n<p><strong>Etna: <\/strong>\u00a0Il poco\u00a0 tempo e la pace che regna su Innessa non lascia molte possibilit\u00e0. Oh, se solo poteste dimostrare il vostro valore!!<\/p>\n<p><em>(si abbracciano)\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>SCENA VI<\/strong><\/p>\n<p><em>Matrone, guardie, tesoriere e segretario presso l\u2019Erario della citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><strong>Tesoriere: <\/strong>Il re e la principessa ringraziano caldamente il vostro signore Falaride\u00a0 per questi ricchissimi doni! Mai nessuno fu tanto liberale nei confronti di un alleato.<\/p>\n<p><strong>Schiavo 1 <\/strong>: E non sapete quanto pesano queste bighe!!<\/p>\n<p><strong>Matrona 2: <em>(<\/em><\/strong><em>a parte) <\/em>Quasi fossero piene di pietre! <em>(riceve una gomitata dalla Matrona vicina la quale riduce la precedente al silenzio)<\/em><\/p>\n<p><strong>Tesoriere:<\/strong> Mio buon segretario, aprite la cella dell\u2019edificio in cui sono custodite i tesori di Innessa.<\/p>\n<p><strong>Segretario<\/strong>: <em>(Apre. Poi guarda con sguardo torvo le matrone che fanno per entrare.) <\/em>Nella cella nessuno pu\u00f2 entrare se non gli addetti. Attendete qui fuori.<\/p>\n<p><em>Guardie e schiavi scaricano i forzieri dalle bighe. Sono molto pesanti.<\/em><\/p>\n<p><strong>Matrona 1 : <\/strong>Vi invito a prendere atto del contenuto di almeno una di esse.<\/p>\n<p><strong>Tesoriere: <\/strong>Ma non \u00e8 nostra abitudine \u2026 il Re deve \u2026<\/p>\n<p><strong>Matrona<\/strong> 3: Oh! Ma che sciocchezze! (<em>Lo scosta con poca femminilit\u00e0,<\/em> <em>apre l\u2019unico forziere di colore diverso che si dimostra essere piena d\u2019oro.)<\/em><\/p>\n<p><strong>Tesoriere: <\/strong>Ohhh!! <em>(Applaude evidentemente soddisfatto, fa per toccare le monete ma si trattiene. Schiarisce la voce e si ricompone.)<\/em> Su! Non indugiamo oltre! Portiamoli dentro.<\/p>\n<p><em>Andirivieni di Guardie e schiavi.<\/em><\/p>\n<p><strong>Matrona 1: <\/strong>Dunque \u2026\u00a0 \u00a0la cella interna, dove custodite l\u2019erario pubblico, \u00e8 chiuso \u2026<\/p>\n<p><strong>Segretario: (<em>T<\/em><\/strong><em>ono duro e aspro<\/em>) Chiuso, serrato, sprangato, custodito da guardie ventiquattrore al giorno. Senza considerare la protezione del Dio Adrano che vigila e osserva. Sempre.<\/p>\n<p><strong>Matrona 3:<em> (<\/em><\/strong><em>al tesoriere prendendolo a braccetto) <\/em>Un poco tirato il vostro amico. Ma ce l\u2019ha una donna?<\/p>\n<p><strong>Matrona 1: <\/strong>E scommetto che voi due le vostre chiavi le proteggete a costo della vostra vita.<\/p>\n<p><strong>Segretario e Tesoriere: <\/strong>Esatto!<\/p>\n<p><strong>Matrona 2: <\/strong>Uhhh! Che uomini! <em>(prende a braccetto il sacerdote) <\/em>Mi piace il vostro coraggio. La difendete con il vostro stesso corpo? Scommetto che la portate appesa al collo. <em>(lo sfiora) <\/em><\/p>\n<p><strong>Sacerdote: (<\/strong><em>imbarazzato allontana la mano)<\/em>Potete scommetterci. A costo della vita!<\/p>\n<p><strong>Matrona 2: <\/strong>Uhhhh!! Che coraggio!!<\/p>\n<p><strong>Matrona 3\u00a0 (<\/strong><em>al tesoriere) <\/em>E ditemi &#8230; Voi ce l\u2019avete una moglie?<\/p>\n<p><em>Entra Leonida e scorge la scena.<\/em><\/p>\n<p><strong>Leonida:<\/strong> Ma cosa succede? Non \u00e8 l\u2019erario della citt\u00e0? E quelle donne che si stringono al segretario e al Tesoriere? \u00c8 meglio dare un\u2019occhiata. (<em>Si avvicina) <\/em>Buonasera Signori. Cosa succede qui?<\/p>\n<p><strong>Tesoriere:<\/strong> Siete Leonida di Catania? Queste donne giungono da Agrigento e portano i doni per la principessa come omaggio da parte del loro Signore.<\/p>\n<p><strong>Matrone: <\/strong><em>(facendo un inchino e ripetendo come se avessero imparato la formula a memoria, magari accompagnando con dei gesti e con dei grossi sorrisi.)<\/em> Il nostro ottimo Signore Falaride di Agrigento, Tiranno di nome ma non di fatto. Ha risvegliato la citt\u00e0 e l\u2019ha resa ricca, ha concesso felicit\u00e0 al popolo e combattuto contro\u00a0 i nobili egoisti.<\/p>\n<p><strong>Leonida: \u00a0<\/strong>Falaride \u2026 ha la fama di uomo molto astuto. <em>(sospettoso)<\/em> Avete portato dei doni?<\/p>\n<p><em>(gira attorno ai forzieri rimasti poi si avvicina alle matrone che abbassano il viso per non farsi riconoscere. Poi si congeda.)<\/em><\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>Con permesso. <em>(Si allontana. Si ferma prima di uscire dalla quinta. Rivolto al pubblico.) <\/em>Eppure queste Matrone non mi piacciono affatto. Ho un certo presentimento. \u00c8 meglio che \u00a0rimanga a vigilare. Ma non bisogna essere avventati, se \u00e8 quello che credo io, le mie sole forze non basteranno. Torner\u00f2 qui con i miei compagni.<\/p>\n<p><em>Intanto escono le guardie e il segretario \u00a0chiude i cancelli del tempio.<\/em><\/p>\n<p><strong>Tesoriere: (<\/strong><em>tenendo due matrone a braccetto, l\u2019altra si accompagna al segretario, che per\u00f2 sembra molto restio) <\/em>Bene, se abbiamo finito, permettete che vi accompagni nei vostri alloggi.<\/p>\n<p><strong>Matrona 2: <\/strong>Perch\u00e9 invece non ci fate l\u2019onore della vostra presenza mentre ci ristoriamo! Siamo affamate!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCENA VII. IL FURTO\u00a0 PRESSO L\u2019 ERARIO PUBBLICO. <\/strong><\/p>\n<p><em>Rientrano le matrone. Sono davanti al tempio, adesso sgombero. Si guardano attorno sospettose. Nascondono le armi sotto un mantello. Schiavi.<\/em><\/p>\n<p><strong>Matrona 1: <\/strong>Non c\u2019\u00e8 nessuno. Via libera.<\/p>\n<p><strong>Matrona 2: <\/strong>Le guardie sono all\u2019interno.<\/p>\n<p><strong>Matrona 3: <\/strong>Faremo presto a stenderli.<\/p>\n<p><strong>Matrona 1: <\/strong>Le chiavi chi le ha?<\/p>\n<p><strong>Matrona 2: <\/strong>Le ho io! Non c\u2019\u00e8 voluto molto a sfilargliele dal collo. Il vino \u00e8 sempre un ottimo alleato. Ah ah ah!!<\/p>\n<p><strong>Matrona 3: <\/strong>Ah ah ah!! Quel segretario era irriconoscibile dopo avere tracannato tutto quel vino!<\/p>\n<p><strong>Matrona 1: <\/strong>Ah ah ah! Che ridere! E quel tesoriere? Ah ah ah!! <em>(ridono) <\/em><\/p>\n<p><strong>Matrona 3: <\/strong>\u00a0Basta ora. Vediamo di pensare alla missione. Avvicinatevi. No, non spogliatevi ancora. Entriamo vestiti da donne per coglierli di sorpresa, dopo di ch\u00e9 li colpiamo. Storditeli, uccideteli, poco importa. Apriamo la cella, svuotiamo i forzieri pieni di pietre, li riempiamo di oro e li carichiamo sulle bighe. Sono ancora qui fuori <em>(le indica). <\/em>Chiaro?<\/p>\n<p><strong>Matrona 1: <\/strong>Nulla di pi\u00f9 semplice.<\/p>\n<p><strong>Matrona 2: <\/strong>\u00a0Vediamo di non fare troppo rumore.<\/p>\n<p><em>Entrano<\/em><\/p>\n<p><em>Voci da dentro:<\/em><\/p>\n<p><strong>Matrone<\/strong>: Uhhhh!!! Salve!! Ci hanno mandato a farvi un po\u2019 di compagnia!<\/p>\n<p><em>Si sentono le matrone colpire le guardie, rumore di armi che cozzano.\u201dEhi!\u201d ed \u201cOh!\u201d \u201cSbrigati!\u201d \u201cPer di qui!\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Intanto giungono i catanesi con le armi in mano.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Leonida: <\/em><\/strong>Ne ero certo! Clodio! Corri ad avvertire le guardie e il Re! Vai!<\/p>\n<p><strong>Clodio: <\/strong>Volo!<\/p>\n<p><em>Escono le matrone mezzo svestite, rivelano le loro sembianze maschili, portano alcuni cassieri fuori.<\/em><\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>Sapevo che nascondevate qualcosa! Non c\u2019\u00e8 mai di che fidarsi di un tiranno come Falaride.<\/p>\n<p><strong>Matrona 1: <\/strong>Ci hanno scoperti! Schiavi, presto accorrete! (<em>afferra uno schiavo per la veste) <\/em>Tu e i tuoi amici, caricate quanto pi\u00f9 oro possibile sulle bighe mentre noi li teniamo impegnati, appena ne carichi una, portala fuori dalle mura! Sbrigati!<\/p>\n<p><em>Inizia lo scontro (tre contro tre). Si feriscono a vicenda ma non si uccidono. Leonida alla fine pare mettere in difficolt\u00e0 il suo avversario, il quale cade a terra. Si accorge che\u00a0 gli schiavi hanno caricato quattro o cinque bighe e si sono dati alla fuga. La matrona acceca Leonida con della terra e urla la ritirata.\u00a0\u00a0 <\/em>\u00a0<em>Fuggono con il bottino.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>SCENA VIII<\/strong><\/p>\n<p><em>Arrivano Clodio, Teuto armato, Etna, Regina, Guardie.<\/em><\/p>\n<p><em>Etna si precipita ad assistere Leonida. Alcune guardie entrano nel tempio.<\/em><\/p>\n<p><strong>Etna: <\/strong>Leonida! Stai bene? Sei ferito!<\/p>\n<p><strong>Teuto: <\/strong>Cosa succede! Dove sono?<\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>Signore sono fuggiti! Non siamo riusciti ad impedire la fuga, ma abbiamo limitato il danno. Sono riusciti a caricare solo la met\u00e0 delle dieci bighe che avevano previsto per il colpo.<\/p>\n<p><strong>Una Guardia:<\/strong> <em>(uscita dal tempio)<\/em> Re Teuto, le guardie messe a custodia del tempio sono state uccise, solo una \u00e8 gravemente ferita ma \u00e8 riuscito a parlare. Ha confermato che il furto \u00e8 stato compiuto da giovani guerrieri travestiti da donne. Li hanno colti di sorpresa e attaccati. Dentro abbiamo trovato alcuni forzieri vuoti, mentre altri contenevano pietre. Uno solo conteneva oro.<\/p>\n<p><strong>Teuto: <\/strong>Falaride ha organizzato tutto questo \u2026<\/p>\n<p><em>Giungono \u00a0il Tesoriere e il segretario che si gettano ai piedi del Re.<\/em><\/p>\n<p><strong>Tesoriere: <\/strong>Perdonatemi Signore! Sono stato uno sciocco! Siamo caduti nel loro tranello. Ci hanno derubato delle chiavi!<\/p>\n<p><strong>Segretario:<\/strong> Perdonateci \u2026 credevamo fossero solo donne!<\/p>\n<p><strong>Re Teuto: <\/strong>Tesoriere, Segretario, non vi verr\u00e0 torto un capello per il vostro errore, ma abbandonerete la carica dopo avere stimato con esattezza il danno. Vi verr\u00e0 assegnato un compito che preveda minori responsabilit\u00e0. Cos\u00ec sconterete la vostra colpa.<\/p>\n<p><em>(Si avvicina ai Catanesi che intanto si sono sollevati e messi di fianco l\u2019uno accanto all\u2019altro) <\/em>Quanto a voi, giovani Catanesi, il vostro coraggio verr\u00e0 ricompensato, vi verranno attribuite delle terre e, per averla difesa come fosse la vostra patria, vi conceder\u00f2 la cittadinanza ad onore. In questo modo sarete figli di Catania e di Innessa e godrete dei privilegi di entrambe le citt\u00e0.<\/p>\n<p>Leonida, il tuo amico mi ha detto che sei stato il primo a renderti conto dell\u2019imminente pericolo. \u00c8 vero?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>S\u00ec, mio signore. Ma ad onor del vero si \u00e8 trattato di un puro caso e, se i miei concittadini non mi avessero prestato aiuto, avrei potuto fare ben poco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Teuto: <\/strong>\u00a0\u00a0Anche il sapere riconoscere quando bisogna accettare o chiedere aiuto \u00e8 motivo di merito. Chi si ostina a proseguire in solitudine, pur in presenza di validi collaboratori, non potr\u00e0 andare lontano.<\/p>\n<p>Leonida, oggi mi hai dimostrato il tuo valore nelle armi e nel giudizio. Per ringraziarti voglio concederti la mano di mia figlia. Vi concedo la mia benedizione per il vostro matrimonio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Etna e Leonida si abbracciano<\/em><\/p>\n<p><strong>Etna:\u00a0 <\/strong>Grazie padre! (<em>abbraccia Teuto<\/em>)<\/p>\n<p><strong>Leonida: <\/strong>Grazie. <em>(si stringono la destra)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SCENA IX: IL MATRIMONIO\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><em>Giorno del matrimonio. Etna e Leonida seduti tra \u00a0Teuto e la Regina. A fianco, in piedi, il sacerdos.<\/em><\/p>\n<p><em>Presente tutto il popolo e\u00a0 i pretendenti.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0Teuto \u00a0Si alza, invita, prendendogli la mano, la principessa ad alzarsi. <\/em><\/p>\n<p>Teuto: La principessa Etna, come il suo nome dice, \u00e8 un dono degli d\u00e8i. Io li invocai perch\u00e9 ella riempisse il mio cuore, poich\u00e9 le numerose ricchezze di questa citt\u00e0 da sole non bastavano a farlo. Gli ori non sono \u00a0il fine dell\u2019uomo, che questi vanno e vengono, cos\u00ec come ce n\u2019\u00e8 stata data una prova. Questi sono ricercati dai tiranni ma noi, miei cittadini, miei sudditi, noi no. Figli miei, noi ambiamo a ben altro. Noi con la prossima ricca stagione di raccolta, con gli agrumeti del Mendolito, ora irrorati attraverso le recenti opere di bonifica, con l\u2019abbondanza delle nostre greggi e delle mandrie, con le fabbriche dei laterizi, con le opere dei nostri artigiani, famosi per la loro arte, ben presto li riempieremo di ori ancor pi\u00f9 abbondanti. Eppure non curiamoci di ci\u00f2, non di ci\u00f2 che si ossida, che pu\u00f2 passare di mano, rompersi, o deperire. Cerchiamo e curiamoci piuttosto del vero bene, ovvero di ci\u00f2 che \u00e8 costante e inamovibile. Esso si chiama amore: l\u2019amore di una figlia, l\u2019amore dei propri cittadini, l\u2019amore per gli antenati, per Adrano, per i nostri padri, che resero grande questa citt\u00e0 non per le ricchezze che ci tramandarono ma per gli immortali valori di cui essi oggi\u00a0 sono esempio. Ecco che io annuncio l\u2019amore di mia figlia per il giovane aristocratico catanese Leonida. Essi governeranno dopo di me la citt\u00e0 di Innessa, che dal giorno del suo matrimonio sar\u00e0 ad ella intitolata col nome di Etna. Dopo che io mi sar\u00f2 ricongiunto ai miei padri, riserverete a lei lo stesso affetto che avete dimostrato nei miei confronti durante tutti questi anni del mio principato. Come le nostre istituzioni vogliono, attuer\u00e0 le decisioni che saranno prese dal consiglio cittadino, perdurer\u00e0 la tradizione dei siculi che si reggono in istituto di democrazia giurando ostilit\u00e0 ai tiranni che, da quando accogliemmo pacificamente i Greci, si sono moltiplicati nell\u2019isola. I sacerdoti Adraniti vigileranno affinch\u00e9 i siculi mai perdano l\u2019ardore che alimenta l\u2019amore di Adrano, l\u2019Avo, per la nostra stirpe e per la nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il popolo<\/strong>: (<em>grida<\/em>) Per Adrano, l\u2019Avo, lunga vita ai siculi, lunga vita a Teuto, lunga vita alla principessa Etna.<\/p>\n<p><strong>Teuto: <\/strong>Ed ora, poich\u00e9 questi due giovani cuori innamorati non possono attendere oltre,\u00a0 si sospenda ogni attivit\u00e0 e che ognuno participi della nostra gioia. Che si proceda con il matrimonio e che Odrh Ano vigli su di noi concedendoci la sua benedizione.<\/p>\n<p><em>Leonida ed Etna si prendono per mano. Il sacerdote di fronte a loro avvolge\u00a0 le loro destre in un tessuto rosso. <\/em><\/p>\n<p><em>Balia di lato piange, commossa.<\/em><\/p>\n<p><em>Il popolo acclama. <\/em><\/p>\n<p><strong>VCF: <\/strong>Cos\u00ec, seppure a seguito di un grave furto, si conclude, tra la gioia generale, la nostra storia.<\/p>\n<p>Falaride, grande Tiranno, riusc\u00ec parzialmente vittorioso da questa impresa. Ottenne molte ricchezze che gli furono utili per completare il tempio della Concordia e per istituire giochi e mantenere i propri soldati e i mercenari. Gli parve di avere risolto parte dei propri problemi, almeno fino a quando quell\u2019oro fin\u00ec e non ebbe bisogno di procurarsene altro per sedare il popolo e i nobili, suo costante cruccio. Probabilmente la sua vita fu sempre minacciata dal timore di perdere il consenso pubblico.<\/p>\n<p>Coloro che subirono un grave danno invece non ebbero n\u00e9 il tempo n\u00e9 il motivo di abbattersi. Le parole di Teuto a questo proposito sono chiare. Le ricchezze vanno e vengono, ma l\u2019affetto, la giustizia, le virt\u00f9 possono essere eterne e sono i valori che portano serenit\u00e0 e gioia nella vita degli uomini. Poich\u00e9 Teuto aveva compreso questa verit\u00e0, il popolo non lo chiam\u00f2 mai Tiranno, n\u00e9 egli ebbe bisogno di esercitare un potere tirannico sul popolo. Teuto si cur\u00f2 della concordia e della serenit\u00e0, ma non ebbe mai bisogno di comperarli a prezzo d\u2019oro, per questo non diede peso alla perdita delle ricchezze pi\u00f9 di quanto ce ne fosse bisogno.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 si riprese presto. Innessa, rinata a nuova vita da questa unione, sarebbe passata alla storia con il nome di Etna e avrebbe continuato a prosperare e a godere del consenso del nume patrono della citt\u00e0, Odhr Ano, l\u2019Antenato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>FINE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Francesco e Ottavia Branchina<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 &nbsp; Poich\u00e9 lo scopo di questo sito \u00e8 quello della divulgazione gratuita \u00a0sappia il regista che intendesse fornire l\u2019opera sua, \u00a0 per RIEVOCARE l\u2019illuminata reggenza del principe Sicano, Teuto, nella citt\u00e0 di Innessa, che l\u2019autore \u00e8 disposto a rinunciare ai diritti d\u2019autore per la messa in scena dell&#8217;opera. 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