{"id":452,"date":"2018-10-21T15:31:27","date_gmt":"2018-10-21T15:31:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adranoantica.it\/?p=452"},"modified":"2018-10-30T07:34:01","modified_gmt":"2018-10-30T07:34:01","slug":"adrano-il-dio-che-i-romani-temevano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adranoantica.it\/?p=452","title":{"rendered":"Adrano: il dio che i romani temevano."},"content":{"rendered":"<div id=\"js_f\" class=\"_5pbx userContent _3576\" data-ad-preview=\"message\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la morte di Gerone II tiranno di Siracusa, avvenuta nel 216 a. C. alla veneranda et\u00e0 di novant&#8217;anni, cessa il lungo periodo di pace fra le citt\u00e0 sicule. Pace garantita, fino ad allora, dalla lungimirante politica del tiranno a cui viene successivamente attribuito, per meriti acquisiti sul campo, il nuovo titolo di re. Gerone, dopo un breve braccio di ferro, aveva stipulato un&#8217;alleanza con i Romani arrivati nell&#8217;isola nel 263 a. C. invitati dai Mamertini di Messina. Con quella alleanza si erano stabiliti fra il Senato romano e Gerone, reciproci rapporti di fedelt\u00e0 e lealt\u00e0. La morte di Gerone, arriv\u00f2 poco dopo la peggiore sconfitta che i Romani avessero subito ad opera dei Cartaginesi: quella di Canne. Appena un anno prima di Canne, nel 217 a. C., le legioni erano state decimate prima nel Ticino e subito dopo al Trasimeno.<\/p>\n<figure id=\"attachment_559\" aria-describedby=\"caption-attachment-559\" style=\"width: 157px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Gelone.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-559 \" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Gelone-186x300.jpg\" alt=\"\" width=\"157\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Gelone-186x300.jpg 186w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Gelone.jpg 249w\" sizes=\"auto, (max-width: 157px) 100vw, 157px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-559\" class=\"wp-caption-text\">Gelone<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso, l&#8217;incauto erede di Gelone, Geronimo, non raccogliendo le accalorate raccomandazioni a lui indirizzate sul letto di morte dal nonno, cio\u00e8 di mantenere la pace con i Romani, stipula una innaturale alleanza con quel popolo che tutti i suoi antenati avevano sempre e fortemente combattuto: i Punici. Il nuovo fronte siciliano si dimostrava oltremodo difficoltoso per i Romani, infatti come afferma lo storico romano T. Livio (XXIV, 35), tutta la Sicilia era passata dalla parte dei Punici. I Romani, avendo una certa dimestichezza con le cose sacre, attribuirono la inarrestabile potenza delle armi sicule, alla protezione che offriva loro la divinit\u00e0 sicula chiamata Adrano. I Decemviri avevano ben compreso, che l&#8217;Avo sicano rappresentava l&#8217;equivalente dell&#8217;Avo latino e con questo condivideva una caratteristica in particolare che metteremo in evidenza pi\u00f9 avanti. L&#8217;unica differenza nel nome che designava le due divinit\u00e0, consisteva nell&#8217; aggettivo che, anteposto al sostantivo, indicava le rispettive caratteristiche: furioso (Odhr) quella dell&#8217;Avo siciliano, sensitivo, percettivo, rapido (Jah) quella dell&#8217;Avo latino. Ma entrambi, attraverso l&#8217;utilizzo del sostantivo Ano (Avo) indicavano il comune antenato primordiale. Quanto affermiamo, trova riscontro nel momento in cui i Romani, venuti a contatto con il mondo greco, compresero che nella primordiale divinit\u00e0 greca Ur-Ano, si celava la corrispettiva divinit\u00e0 latina Jah-Ano. Effettuata la dovuta comparazione, i Romani non ebbero difficolt\u00e0 ad accettare e far propria la teogonia greca.<\/p>\n<figure id=\"attachment_561\" aria-describedby=\"caption-attachment-561\" style=\"width: 228px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Messina_Fontana_Poseidone_Giov_Ang_Montorsoli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-561\" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Messina_Fontana_Poseidone_Giov_Ang_Montorsoli-300x239.jpg\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Messina_Fontana_Poseidone_Giov_Ang_Montorsoli-300x239.jpg 300w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Messina_Fontana_Poseidone_Giov_Ang_Montorsoli-768x612.jpg 768w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Messina_Fontana_Poseidone_Giov_Ang_Montorsoli.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 228px) 100vw, 228px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-561\" class=\"wp-caption-text\">Messina &#8211; Fontana di Poseidone. Giov. Ang. Montorsoli<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Sicilia, gli studiosi di cose sacre romane, i Decemviri, osservarono che il dio siculo Adrano, tra le altre, aveva una caratteristica particolare che lo accomunava al Dio latino Giano e che era proprio quella a rendere invincibili i nemici: il furore del Dio, si materializzava sui campi di battaglia ogni qualvolta venivano aperte le porte del suo tempio. Ci\u00f2, come era riportato negli annali dell&#8217;isola, raccolti da Plutarco per essere utilizzati nella sua opera che ricostruiva la vita e le imprese di Timoleonte, era avvenuto, con successo, nel 344 a. C., epoca in cui, il furore del Dio si risolse con la cacciata di tutti i tiranni greci dall&#8217;isola. Ma i Romani, sapevano trovare la soluzione per ogni problema. Nel 398 a. C., infatti, avevano risolto un caso simile: avevano &#8220;convinto&#8221;, attraverso un rito di &#8220;<em>evocazio<\/em>&#8220;, con lusinghe, la dea Giunone ad abbandonare la protezione accordata agli abitanti di Veio. Il caso siciliano, prevedeva un diverso accorgimento: preso coscienza della incorruttibilita&#8217; dell&#8217;Avo sicano, i Romani intendevano mettere in atto uno stratagemma, quello di erigere una muraglia tutt&#8217; attorno al tempio della divinit\u00e0 sicula Adrano ( Diodoro siculo XXIV, 38).<\/p>\n<figure id=\"attachment_563\" aria-describedby=\"caption-attachment-563\" style=\"width: 211px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/giano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-563\" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/giano-286x300.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/giano-286x300.jpg 286w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/giano.jpg 762w\" sizes=\"auto, (max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-563\" class=\"wp-caption-text\">Giano bifronte, da Vulci. II sec. a.C. Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La muraglia, quale ostacolo frapposto, avrebbe dovuto impedire al furore del dio di propagarsi per l&#8217;isola e scendere, egli stesso in campo, al fianco dei Siculi. Per mettere in atto lo stratagemma, era necessario conquistare, prima fra tutte le altre, la citt\u00e0 che ospitava il tempio e la statua dell&#8217;Avo divino: la citt\u00e0 di Adrano. Marcello concentra tre legioni sotto le ciclopiche mura che cingevano la citt\u00e0 naturalmente fortificata con le sue alte rocche. La citt\u00e0 dell&#8217;Avo, per\u00f2, non resistette a lungo alla pi\u00f9 potente macchina bellica dell&#8217;antichit\u00e0. Penetrati nella citt\u00e0 sacra, i Romani mettono in atto lo stratagemma, forse sarebbe pi\u00f9 esatto definirlo rito, impedendo altres\u00ec ai sacerdoti Adraniti, a partire da quel momento, di esercitare pubblicamente il culto dell&#8217;Avo, i sacerdoti avrebbero, per\u00f2, potuto continuare ad esercitare il ministero privatamente. Superstizione, magia, rito?<\/p>\n<figure id=\"attachment_532\" aria-describedby=\"caption-attachment-532\" style=\"width: 200px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/tucidide.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-532\" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/tucidide-201x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"299\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/tucidide-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/tucidide.jpg 536w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-532\" class=\"wp-caption-text\">Tucidide<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per dirla con Tucidide, ognuno si faccia una propria opinione, di fatto accade che, poco dopo la presa di Adrano, tutte le citt\u00e0 sicule alleate, si arrendono ai Romani e la stessa Siracusa cade, anche se a causa del tradimento di un cittadino della polis, di nome Soside, assieme al suo pi\u00f9 temibile difensore, lo scienziato Archimede. \u00c9 l&#8217;anno 211 a. C., potremmo prendere questa data, come punto di riferimento per immaginare l&#8217;inizio della decadenza del culto plurimillenario tributato all&#8217;Avo Adrano. Infatti, Diodoro che mette per iscritto le sue storie circa un secolo e mezzo dopo i fatti appena esposti, mostra tutta la sua ignoranza riguardo al tempio del Dio Adrano e al culto in esso celebrato. Eliano, che nel II secolo della nostra era, scrive un trattato sui comportamenti degli animali, nel citare la divinit\u00e0 e la citt\u00e0 che ospitava il culto, si rif\u00e0 a Ninfodoro, vissuto intorno al III sec a. C. Da Eliano, interessato soltanto a studiare il comportamento dei cani, in numero di mille, che facevano da guardia al tempio dell&#8217;Avo, non si ricavano informazioni utili sulle caratteristiche del culto esercitato, n\u00e9 alcuna descrizione dell&#8217;architettura templare o della statua dell&#8217;avo divino. \u00c9 altres\u00ec probabile, che non avendo mai messo piede in Sicilia, n\u00e9 tanto meno in Adrano, Eliano non sapesse, se il tempio di Adrano esistesse ancora nel momento in cui, egli metteva per iscritto i risultati delle sue indagini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">DOVE \u00c8 FINITA LA STATUA DELL&#8217; AVO ADRANO?<br \/>\nDella statua che nel 344 a. C. si sarebbe animata per scendere in battaglia, al fianco dei propri adoratori, non si ha pi\u00f9 notizia. Nel 71 a. C., essa non si trovava neppure nel santuario di Adrano, poich\u00e9, in caso contrario, non si sarebbe salvata dalle grinfie del famigerato Verre, il qule dal 73 al 71 a. C., anni che lo videro pretore nell&#8217;isola, non ebbe riguardo n\u00e9 per i mortali, n\u00e9 per gli immortali. Nessuna opera d&#8217;arte, o perch\u00e9 essa, si trovasse fra private pareti domestiche o fra quelle sacre di un tempio, ebbe scampo alla sua ingordigia. \u00c8 possibile che la statua, non si trovasse pi\u00f9 ad Adrano dall&#8217;anno dell&#8217;assedio, avvenuto ad opera del console Marcello tra il 212 e il 211 a. C. Gli Adraniti, infatti, in quella occasione, maturarono la certezza che le legioni sarebbero riuscite ad abbattere le poderose mura ciclopiche e messo a ferro e fuoco la citt\u00e0 dopo aver espoliato il tempio dei suoi ori, e, forse, distrutto la statua. Nel tentativo di scongiurare una tale profanazione, trasferirono la statua, con al seguito i sacerdoti addetti al culto, nella pi\u00f9 sicura Siracusa, nell&#8217;isolotto della inespugnabile Ortigia. In effetti, come attestato dagli eventi successivi, Siracusa soccomber\u00e0 soltanto a causa, come gi\u00e0 affermato, del tradimento di un cittadino siracusano e non per l&#8217;assedio in corso. Nel tentativo di ricostruire quegli eventi, ci viene in soccorso Cicerone, il quale ci mette a conoscenza della presenza a Siracusa, della statua di una divinit\u00e0, quella s\u00ec, predata dal pretore, raffigurante una divinit\u00e0 in atteggiamento guerriero, tanto che l&#8217;avvocato la definisce Giove imperatore, titolo che a Roma era inesistente per indicare Giove, in quanto nell&#8217;urbe non esisteva nessuna statua cos\u00ec definita, ma il termine utilizzato dall&#8217;avvocato, serve a rendere plastica l&#8217;immagine di una statua in atteggiamento da guerriero, non solo, ma la statua avrebbe, certamente, brandito una lancia, in quanto, nel campo semantico indoeuropeo, la lancia indicava, per antonomasia, il simbolo dell&#8217; imperio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_564\" aria-describedby=\"caption-attachment-564\" style=\"width: 153px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cicerone.-Musei-Capitolini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-564\" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cicerone.-Musei-Capitolini-229x300.jpg\" alt=\"\" width=\"153\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cicerone.-Musei-Capitolini-229x300.jpg 229w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cicerone.-Musei-Capitolini.jpg 593w\" sizes=\"auto, (max-width: 153px) 100vw, 153px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-564\" class=\"wp-caption-text\">Cicerone. Musei Capitolini<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La divinit\u00e0 descritta da Cicerone, era fortemente venerata dai siculi, egli la chiama col generico nome di Urio. Per comprendere il significato del termine Urio, dobbiamo fare ricorso alla lingua sicana, che noi, in altri studi, abbiamo dimostrato essere stata una delle lingue indoeuropeo, affine a quelle che, ancora oggi, si parlano nel nord Europa. In antico alto tedesco <em>ur<\/em> significa antico, primordiale. Dunque, l&#8217; aggettivo <em>ur<\/em> utilizzato dai siculi che abitavano a Siracusa, stava ad indicare la divinit\u00e0 sicula per eccellenza, l&#8217;antico per antonomasia, equiparabile al greco <em>Ur-Ano<\/em>. Ma quale divinit\u00e0, in Sicilia, per i Siculi, poteva essere pi\u00f9 antica di quella dell&#8217;Avo primordiale Adrano? Cicerone, nel corso del processo intentato a Verre, ricorda ai giudici che presiedono al processo, che Verre aveva strappato ai Siciliani, la statua pi\u00f9 antica, tra le tre esistenti nelle regioni del Mediterraneo: la Macedonia, il Ponto Eusino e la Sicilia. Ma poich\u00e9 in Sicilia il culto pi\u00f9 antico era quello tributato ad Adrano, ecco che quella statua non poteva che rappresentare l&#8217;Avo dei Sicani. Un particolare non indifferente, passato inosservato fin ora, potrebbe rappresentare un&#8217;ulteriore tassello per aver chiara la visione dell&#8217;intero puzzle: nel 211 a. C. appare tra gli aristocratici imparentati con la casa regnante di Siracusa, un certo Adranodoro. Questi \u00e8 il cognato del tiranno Geronimo. Alla morte di Geronimo, Adranodoro ne prende il posto. Il prediletto del dio Adrano, questo \u00e8 il significato del nome Adranodoro, potrebbe essere stato, in realt\u00e0, un sacerdote venuto al seguito della statua dell&#8217;Avo, trasportata da Adrano a Siracusa, perch\u00e9 il rito celebrato in onore all&#8217;Avo, non venisse interrotto. La dignit\u00e0 di pontefice massimo, avrebbe introdotto Adranodoro a corte, e qui, il pontefice avrebbe trovato moglie nella persona della sorella dell&#8217;erede al trono, Geronimo. Adranodoro, a corte, dopo la morte di Geronimo, nella sua &#8220;<em>elezione<\/em>&#8221; a nuovo tiranno, avrebbe certamente trovato appoggio nella componente autoctona dei Killiroi, che, dopo il colpo di stato effettuato dall&#8217;esule greco Archia, accolto amichevolmente da Iblone oltre cinque secoli prima, era rimasta all&#8217;opposizione politica, formando il partito dei democratici, partito che sempre si oppose ai tiranni di Siracusa. Anche la definizione di Giove Etneo, fornita da Diodoro siculo, per indicare la divinit\u00e0 sicula che i Romani avrebbero confinata dietro la muraglia, come gi\u00e0 esposto in precedenza, rimanda ad un campo semantico del primo livello nel pantheon siciliano.<\/p>\n<figure id=\"attachment_562\" aria-describedby=\"caption-attachment-562\" style=\"width: 150px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/plutarco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-562\" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/plutarco-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/plutarco-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/plutarco.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-562\" class=\"wp-caption-text\">Plutarco<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la definizione fornita da Cicerone, per descrivere la statua della divinit\u00e0 sicula, Giove Imperatore, come affermato sopra, rimanda alla descrizione che fa Plutarco della statua di Adrano, armato, a propria volta, di lancia, la quale, ribadiamolo, nel simbolismo indoeuropeo, rappresentava lo strumento bellico che sancita il possesso del l&#8217;imperio. Poich\u00e9 l&#8217;avido pretore, trasferiva a Roma il frutto delle sue ruberie, e rivendeva le statue agli aristocratici, per ornare le proprie ville, non sarebbe da escludere la possibilit\u00e0, che la prestigiosa statua dell&#8217;Avo sicano, sia ancora seppellita in una di quelle prestigiose ville romane. Guidi, il dio, la mano del vangatore, perch\u00e9 egli scelga di tornare, con ci\u00f2 che lo rappresenta, alla propria dimora, dove \u00e8 fortemente atteso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad majora.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la morte di Gerone II tiranno di Siracusa, avvenuta nel 216 a. C. alla veneranda et\u00e0 di novant&#8217;anni, cessa il lungo periodo di pace fra le citt\u00e0 sicule. Pace garantita, fino ad allora, dalla lungimirante politica del tiranno a cui viene successivamente attribuito, per meriti acquisiti sul campo, il nuovo titolo di re. Gerone, &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/?p=452\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Adrano: il dio che i romani temevano.&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":36,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[10],"class_list":["post-452","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-vespro","tag-vespro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/452","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/36"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=452"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/452\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":566,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/452\/revisions\/566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=452"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=452"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=452"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}