{"id":484,"date":"2018-10-24T06:57:08","date_gmt":"2018-10-24T06:57:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adranoantica.it\/?p=484"},"modified":"2018-10-30T06:39:55","modified_gmt":"2018-10-30T06:39:55","slug":"il-turismo-ad-adrano-da-cicerone-ai-tempi-nostri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adranoantica.it\/?p=484","title":{"rendered":"Il turismo ad Adrano: da Cicerone ai tempi nostri"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_537\" aria-describedby=\"caption-attachment-537\" style=\"width: 212px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Verre_gaio_licinio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-537 size-medium\" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Verre_gaio_licinio-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Verre_gaio_licinio-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Verre_gaio_licinio.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-537\" class=\"wp-caption-text\">Verre Gaio Licinio<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne \u00e8 passata di acqua sotto i ponti da quando <span class=\"tooltips \" style=\"\" title=\"Fu il capo dei decumani in Sicilia durante il governo di Verre (73-71 a.C.), che fu bersaglio di insulti di Marco Tullio Cicerone per la sua rapacit\u00e0 e la sua malvagit\u00e0. Particolarmente odioso fu l\u00b4episodio che vide Apronio trattare in maniera vergognosa Quinto Lollio, un cittadino romano novantenne della Sicilia ed appartenente all\u00b4ordine equestre. \"><span style=\"color: #ff0000;\">Apronio<\/span><\/span>, il fido liberto del pretore romano Verre, il ladrone delle opere d\u2019arte siciliane, poteva banchettare nei ristoranti della piazza di Adrano accompagnato dal suono dei flauti, arte che i locali musici avevano appreso dalle Muse, e della lira, antico strumento prediletto dal dio Adrano. Quegli stessi musici suonavano anche per i turisti escursionisti citati dal geografo e storico Strabone, i quali, per visitare le pendici dell\u2019Etna (scarica <a  data-e-Disable-Page-Transition=\"true\" class=\"dlm-download-link\" title=\"\" href=\"https:\/\/www.adranoantica.it?download=525&amp;tmstv=1792701677\" rel=\"nofollow\" id=\"download-link-525\" data-redirect=\"false\" >\n\tetna_Virgilio.pdf<\/a>\n), erano costretti a partire da Adrano, unico luogo in cui potevano trovare esperte guide montane. S\u00ec, proprio da Adrano partivano le guide dirette alle pendici del vulcano, ancora oggi delizia di studiosi, pittori, poeti che continuano ad immortalarlo attraverso canti e strofe, pitture e foto che lo ritraggono ora placido, a giganteggiare quale antico custode dell\u2019isola, ora furioso distruttore del territorio, ora come un innocuo padre adirato che, tuonando, rimbrotta i propri distratti figliuoli. Il nostro geografo, essendo stato compagno di scuola dei figli di Cicerone, molto probabilmente si avvalse, per la compilazione della sua opera, anche degli appunti di quest\u2019ultimo, redatti dall\u2019oratore romano sia per motivi di lavoro, quando accett\u00f2 di difendere in un processo i Siciliani vessati dall\u2019ingordo pretore romano Caio Verre, sia per curiosit\u00e0 di antiquario, nel periodo in cui fu pretore in Sicilia, nel 75 a.C.<br \/>\nCerto n\u00e9 Strabone n\u00e9 Cicerone chiamano Adrano col proprio nome in quanto il primo, come gi\u00e0 affermato, utilizza quale fonte Cicerone, che denomina Adrano con il precedente nome di Etna, certamente per un espediente processuale, come abbiamo dimostrato nelle nostre precedenti pubblicazioni . Infatti, chi ci ha seguito fin qui nelle nostre ricerche, credo non abbia pi\u00f9 dubbi sul fatto che Adrano abbia subito nel tempo diverse rinominazioni, ultima in senso cronologico quella di Adern\u00f2 che, dal periodo arabo, si \u00e8 protratta fino al 1929, data in cui, per lungimirante e divino intuito del concittadino consigliere professor <a href=\"http:\/\/www.scos.it\/Personaggi\/Perdicaro_luigi.htm\">Luigi Perdicaro<\/a>, mai abbastanza ricordato per tale merito, \u00e8 stato ripreso l\u2019augurale nome del dio Siculo Adrano. Strabone afferma:<\/p>\n<figure id=\"attachment_521\" aria-describedby=\"caption-attachment-521\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pianoro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-521 size-medium\" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pianoro-300x129.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"129\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pianoro-300x129.jpg 300w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/pianoro.jpg 639w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-521\" class=\"wp-caption-text\">Adrano vista da Centuripe.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<span style=\"font-family: trebuchet ms, geneva, sans-serif; font-size: 10pt;\"><em>Vicino Centuripe c\u2019\u00e8 la citt\u00e0 di Etna (\u2026 ); essa d\u00e0 accoglienza a quelli che salgono sul monte (Etna) e fornisce ad essi la guida: \u00e8 l\u00e0 (Etna\\Adrano) che inizia la zona della vetta. Le terre intorno sono nude e cineree, coperte di neve d\u2019inverno; in basso sono occupate da foreste e piantagioni di ogni specie<\/em><\/span>\u201d.<br \/>\nGrazie a questa descrizione del geografo, assolutamente compatibile con Adrano, possiamo immaginarci una citt\u00e0, denominata Etna da Cicerone e Strabone, caratterizzata dalla medesima grande e splendida piazza che ancora oggi d\u00e0 ampio respiro al nostro centro; unica differenza, al posto del castello medievale e della chiesa Madre, prestigiosi monumenti che oggi troneggiano nella piazza, visibili icone di una grandezza dello spirito adranita che attende pazientemente d\u2019essere ridestata, si trovava il tempio del dio cui tutti i siculi di Sicilia rendevano omaggio: il dio Adrano.<\/p>\n<figure id=\"attachment_557\" aria-describedby=\"caption-attachment-557\" style=\"width: 199px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-557\" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/dio_adranos-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/dio_adranos-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/dio_adranos-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/dio_adranos-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/dio_adranos.jpg 330w\" sizes=\"auto, (max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-557\" class=\"wp-caption-text\">Dio Adrano<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dio siculo per\u00f2 nell\u2019et\u00e0 di Cicerone non era pi\u00f9 all\u2019apice del culto, a motivo della chiusura del suo tempio al pubblico culto, decretata dai Decemviri tra il 215 e il 213 a.C.; chiusura dettata dalla paura che l\u2019irriducibile combattivit\u00e0 degli Adraniti nei confronti dei Romani fosse dovuta al sostegno di quel temibile dio, tanto simile alla loro primordiale divinit\u00e0, Giano, l\u2019avo sicano non ancora scalzato dal giovanile impeto di Giove.<\/p>\n<figure id=\"attachment_523\" aria-describedby=\"caption-attachment-523\" style=\"width: 126px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Giove.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-523 size-medium\" title=\"Canosa di Puglia (Bari). 1902 Statua di divinit\u00e0 in marmo. Inv. 51742 La presenza della folgore nella mano destra. e il tipo iconografico rappresentato consentono di riconoscere nella scultura l'immagine di Giove, eseguita forse in epoca tardo antoniniana (138-161 d.C. ) - II secolo d.C. - Marble statue of a deity. Inv. 51742 The presence of the thunderbolt in the right hand, together whit the iconography idenitifies the sculpted image as Jupiter, likely carved in the late Antonine period (A.D. 138-161) - 2nd century A.D.\" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Giove-126x300.jpg\" alt=\"Canosa di Puglia (Bari). 1902 Statua di divinit\u00e0 in marmo. Inv. 51742 La presenza della folgore nella mano destra. e il tipo iconografico rappresentato consentono di riconoscere nella scultura l'immagine di Giove, eseguita forse in epoca tanto antoniniana (138-161 d.C. ) - II secolo d.C. Marble statue of a deity. Inv. 51742 The presence of the thunderbolt in the right hand, together whit the iconography idenitifies the sculpted image as Jupiter, likely carved in the late Antonine period (A.D. 138-161) - 2nd century A.D.\" width=\"126\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Giove-126x300.jpg 126w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Giove.jpg 335w\" sizes=\"auto, (max-width: 126px) 100vw, 126px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-523\" class=\"wp-caption-text\">Statua di divinit\u00e0 in marmo. Inv. 51742<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Apronio, in quel lontano I sec a.C., doveva trovarsi cos\u00ec bene nella turistica cittadina di Adrano che, durante i giorni della razzia perpetrata a danno delle citt\u00e0 confinanti, ne fece il suo quartier generale. Irridendolo, Cicerone lo paragona ad un \u201ctiranno\u201d di greca memoria, istituendo verosimilmente un parallelismo tra Dionigi\/Apronio ed Etna\/Adrano, citt\u00e0 notoriamente ostile al tiranno greco; quando si ritirava dai bagni o dalla palestra, la cui memoria \u00e8 stata immortalata in un dipinto ottocentesco del pittore \u201cturista\u201d francese Jean Houel, amava starsene nella piazza centrale, banchettando, dove riceveva i Centuripini ed altri commercianti ed agricoltori dei paesi vicini, che volevano trattare con lui le loro questioni.<br \/>\nStrabone si limita a citare un fiorente turismo sportivo, quello dell\u2019escursionismo sul monte Etna, e nell\u2019espressione \u201c<em>d\u00e0 accoglienza<\/em>\u201d, da lui utilizzata in riferimento alla citt\u00e0, non facciamo fatica ad immaginare la presenza di strutture atte ad ospitare gli escursionisti; possiamo anche presumere la presenza di un \u201cturismo\u201d religioso, visto che Plutarco, raccontando la vita di Timoleonte, cita espressamente la presenza di pellegrini lentinesi nel santuario di Adrano, mentre era in corso una funzione religiosa, che attentarono alla vita del generale greco. Il fatto che la presenza di questi sicari stranieri in veste di pellegrini dentro al tempio non avesse destato alcun sospetto nei circospetti Adraniti, \u00e8 chiara dimostrazione del fatto che, durante le festivit\u00e0 in onore del dio Adrano, nel nostro santuario confluivano moltissimi pellegrini provenienti dalle citt\u00e0 sicule della Sicilia. Infatti la citt\u00e0 di Adrano, con il suo prestigioso tempio, edificato sull\u2019acropoli perch\u00e9 facesse da faro all\u2019indomito spirito degli isolani, ancora al tempo di Timoleonte (344 a. C) rappresentava per i Sicani\\Siculi quello che il Vaticano rappresenta per i cristiani o la Mecca per i musulmani. E a testimonianza del fatto che lo spiritus loci non si \u00e8 mai allontanato dall\u2019antica acropoli adranita, che ospitava la statua munita di lancia del furioso avo (odhr-ano), nonostante oggi nelle nostre sacre contrade troneggino profanatrici montagne di rifiuti quali nuovi santuari del progresso, non possiamo non citare l\u2019illustre principe di Torremuzza Patern\u00f2-Castello che, attento e colto \u201c<em>turista<\/em>\u201d, agli inizi del Novecento, lasciando la nostra citt\u00e0, ancora rivestita di sacrale aura, dopo averla visitata, e volgendo lo sguardo l\u00e0 ove non aveva dubbio potesse tributarsi l\u2019antico culto al dio indigeno Adrano, pot\u00e9 pronunciare le seguenti parole:<br \/>\n\u201c<span style=\"font-family: trebuchet ms, geneva, sans-serif; font-size: 10pt;\"><em>Mai tu (citt\u00e0 di \u201cAdranum\u201d) sarai da me dimenticato, signore e dominatore d\u2019una terra divina, sacra ai frutti d\u2019oro delle Esperidi. Io mi allontano s\u00ec ma nell\u2019orecchio mio risuonano ancora i latrati dei cento molossi cari al tuo dio e il canto augurale dei tuoi sacerdoti.<\/em><\/span>\u201d<br \/>\nParole cos\u00ec pregne di religioso ardore possono scaturire solo da chi \u00e8 capace di avvertire, grazie alla propria nobilt\u00e0 d\u2019animo, l\u2019ancora forte presenza dello spiritus loci di un territorio carico di energie. Energie che a nessuno potevano sfuggire una volta entrati nella loro influenza se il compilatore del Dizionario di Geografia Universale, redatto a Torino dalla Societ\u00e0 Editrice Italiana nel 1854, citando la citt\u00e0 etnea di Adern\u00f2, non pot\u00e9 fare a meno di dissertare abbondantemente sul dio tutelare Adrano, sulle imponenti mura che cingevano la citt\u00e0, sul suo \u201c<em>bellissimo sito<\/em>\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_64\" aria-describedby=\"caption-attachment-64\" style=\"width: 237px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diorami-46-768x576-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-64 \" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diorami-46-768x576-1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"237\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diorami-46-768x576-1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Diorami-46-768x576-1.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-64\" class=\"wp-caption-text\">ara dei Palici<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va detto che, oltre due millenni fa, era tutta la contrada adranita che godeva di una fiorente economia visto che, particolarmente nel periodo timoleonteo, si produceva in loco una pregevole fattura di vasellame (vedasi l\u2019articolo: <a href=\"https:\/\/www.miti3000.eu\/adrano-avo-sicano\/843-etna-un-matrimonio-illustre-nella-adrano-del-vi-sec-ac.html\">Etna, un matrimonio illustre nella Adrano del VI sec a. C.<\/a>), esportato in tutta la Sicilia orientale. Non ci soffermeremo ulteriormente sulla fama di cui godeva il culto dei gemelli Palici, che attirava i poeti fra i boschi di alti frassini attigui al Simeto, come apprendiamo da Virgilio; \u00e8 il caso per\u00f2 di ricordare che presso il Simeto sorgeva la primordiale \u201c<em>zona industriale<\/em>\u201d di Adrano, giunta al suo maggior sviluppo produttivo e occupazionale nel periodo di Timoleonte. Infatti, nel sito archeologico del Mendolito, che si trova a soli tre Km da Adrano, secondo le nostre motivate deduzioni, avevano luogo le attivit\u00e0 di fonditura, tessitura, artigianato, coltura e trasformazione dei prodotti agricoli, zootecnia, nonch\u00e9 lo stoccaggio nei depositi in loco dei prodotti, parte venduti nelle botteghe, parte imbarcati dai Cilliri del Simeto verso il porto di Catania e, da qui, verso le altre rotte del Mediterraneo. L\u2019area del Mendolito costituiva un enorme emporio sulle rive del Simeto ove sussistevano le condizioni per allevare, nei recinti sacri, e poi vendere ai pellegrini le ingombranti vittime sacrificali per i vicini culti del dio Adrano e dei Palici: tori, capretti e cinghiali, che certo i pellegrini non potevano portare dalle loro citt\u00e0 di provenienza ma acquistare in loco, cos\u00ec come in loco dovevano acquistare gli ex voto esposti nelle numerose botteghe: statuette e suppellettili varie, che facevano la fortuna dell\u2019artigianato locale. I pellegrini e gli escursionisti di cui parla Strabone soggiornavano invece nell\u2019acropoli, in comode strutture ricettizie. Immaginiamo i numerosi turisti che, nelle caldi notti estive, cenavano negli affollati ristoranti della piazza centrale, rilassati dall\u2019armonico suono dei citaristi, sorseggiando l\u2019allegro vino delle nostre ricche contrade, godendo, se erano fortunati, dell\u2019incantevole spettacolo di un\u2019eruzione e dell\u2019ineguagliabile bellezza delle fanciulle, prolifere antenate delle attuali, mentre giunoniche nelle loro perfette fattezze, messe in evidenza dal capriccioso libeccio che giocava con le loro lunghe vesti, solcavano le lastricate vie della nostra evoluta citt\u00e0.<br \/>\nLeggendo Cicerone e Strabone, confrontando i loro tempi ai nostri, constatiamo che nulla \u00e8 cambiato. Il fiume non ha mutato il suo corso e continua ancora ad accarezzare col suo placido incedere il gran masso su cui \u00e8 stata ritagliata dal devoto scalpello adranita l\u2019ara degli dei Palici; l\u2019Etna continua a dare vita alle sue spettacolari, estive eruzioni e le nostre fanciulle non sono meno belle delle loro antenate; i numerosissimi luoghi di culto della nostra citt\u00e0 ospitano ancora divinit\u00e0, diverse e forse pi\u00f9 sobrie di quelle di due millenni fa, ma altrettanto attraenti, ritratte in pregevoli pale di <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/gaspare-vazano\/\">Zoppo da Gangi<\/a>, mentre ori cesellati e fini stucchi coprono gli archi che sostengono le ampie navate delle chiese; la piazza centrale, che tanto attirava perfino l\u2019infame Apronio, \u00e8 ancora l\u00ec, grande e prestigiosa come allora, ai \u201cristoranti\u201d in cui egli e molti altri turisti piacevolmente s\u2019intrattenevano, si sono aggiunti eleganti bar, nei quali ci si pu\u00f2 altrettanto piacevolmente intrattenere.<br \/>\nGli Adraniti, che Cicerone adulava durante la sua arringa nel processo a Verre, non si piegavano di fronte a nessuna difficolt\u00e0 ed erano d\u2019animo forte, primeggiavano in eloquenza, visto che Cicerone li conduce a Roma per farli deporre contro il vile pretore romano. Gli Adraniti che ci descrive Cicerone erano intraprendenti, avevano iniziativa e certamente spiccato senso degli affari se, dopo poco pi\u00f9 di un secolo da quando la citt\u00e0 era stata rasa al suolo dall\u2019assalto romano, in seguito ad un\u2019eroica resistenza, Cicerone la descrive opulenta, con piazze, bagni e palestre, abitata da cittadini facoltosi e, soprattutto, da abili retori e politici. Questi ultimi, come dimostrano gli apprezzamenti di Cicerone, seppero riconquistare l\u2019antico prestigio della citt\u00e0 antitirannica, minato, se non del tutto perduto, dopo la sconfitta bellica del 213 a. C. Era accaduto, infatti, che in seguito alla sconfitta subita, i Romani avevano confiscato ai cittadini Adraniti e fatto diventare ager pubblico tutto il terreno agricolo, dandolo successivamente in affitto, per la maggior parte, ai Centuripini. Anche il trasporto fluviale, che era sempre stato nelle mani degli armatori adraniti, detti Cilliri (vedasi articolo <a href=\"https:\/\/www.miti3000.eu\/adrano-avo-sicano\/845-i-cilliri-del-simeto.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">I Cilliri del Simeto<\/a>), era passato ai Centuripini, dato che Cicerone accenna ad un episodio, legato al processo di Verre, dal quale si evince che la citt\u00e0 di Centuripe possedeva navi nel porto di Catania. Ebbene, \u201cla politica patriottica\u201d intrapresa dai nostri abili concittadini di due millenni or sono fu cos\u00ec ben congegnata che, in breve tempo, la citt\u00e0 seppe riappropriarsi di tutto ci\u00f2 che era andato precedentemente perduto e probabilmente acquis\u00ec perfino nuovi privilegi visto che prestigiosi cavalieri romani come Lollio decisero di abitarvi. Anche il transito fluviale ritorn\u00f2 in mano degli Adraniti visto che, ancora nel mille e ottocento, la Chiesa Madre, che ne aveva ricevuto in dono l\u2019appalto, lo diede in affitto alla famiglia adranita degli Spitaleri.<br \/>\nSe oggi quei nobili scranni dell\u2019emiciclo comunale, sui quali si assisero i nostri degni avi per deliberare la creazione delle piazze, delle ampie strade, dei giardini, dei palazzi prestigiosi di cui \u00e8 pieno il centro, fiore all\u2019occhiello della nostra citt\u00e0, sono occupati da arrampicatori sociali che solo qualche giorno fa hanno appreso dell\u2019esistenza di un\u2019epigrafe nella Valle delle Muse, della presenza di un\u2019ara degli d\u00e8i Palici o delle stesse millenarie mura ciclopiche che, per palese servile attegiamento, hanno rinominato \u201cdionigiane\u201d, attribuendole ad un tiranno cui Etna\/Adrano fu sempre ostile; se la loro occupazione consiste solo nell\u2019inseguire un\u2019effimera visibilit\u00e0, nell\u2019attesa di cavalcare l\u2019onda perfetta, ci\u00f2 non deve precludere al cittadino comune, vero erede e detentore delle tradizioni, di contribuire, nell\u2019ambito del proprio ruolo e delle proprie possibilit\u00e0, a conservare, preservare e far conoscere le proprie radici, utilizzando gli strumenti di cui dispone. Abbia cura il contadino, che ha la fortuna di aver il proprio podere in un antico \u201ccentro di forza\u201d, delle antiche vestigia che ivi insistono, come fossero un\u2019eredit\u00e0 personalmente ricevuta dagli avi; vi dedichi dieci minuti del suo tempo per togliere i rovi che le ricoprono, cos\u00ec come i cristiani e i musulmani li dedicano per togliere la polvere dagli altari delle loro chiese e moschee. Abbandoni il commerciante adranita l\u2019antico e contagioso male dell\u2019esterofilia, che lo porta a far uso di nomi incomprensibili per intitolare le proprie attivit\u00e0 e utilizzi per queste simboli e lingua \u201csicula\u201d affinch\u00e9, in un\u2019epoca in cui le uniche onde sonore prodotte in quest\u2019area si manifestano sotto forma di cacofonici sproloqui, possano fungere da possibile messaggio evocatorio degli antichi splendori. Ritorni perci\u00f2 il simbolo della Lira, strumento caro al dio Adrano, quale insegna di un bar o icona di un biglietto da visita della banda musicale cittadina. Riappaia nelle insegne dei ristoranti e dei negozi artigianali il capo coronato d\u2019alloro del dio Adrano in veste sacerdotale o quello in veste guerriera con elmo. Le dormienti Muse tornino a suonare i loro flauti negli eleganti bar che, numerosi, propongono ai clienti deliziose specialit\u00e0 locali, nella grande piazza, sotto un castello che l\u2019Europa ci invidia. Torneranno allora, malgrado l\u2019attuale aridit\u00e0 amministrativa, Apronio, il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ignazio_Patern%C3%B2_Castello\">principe Patern\u00f2-Castello<\/a>, Jean <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jean-Pierre_Hou%C3%ABl\">Houel<\/a>, gli escursionisti citati da Strabone, i pellegrini delle antiche pietre, ma soprattutto le famiglie adranite, prime ad aver il \u201cdiritto\u201d di rivivere la propria citt\u00e0, di far nutrire i propri figli dei simboli di forza che, sotto forma di \u201ceterne pietre\u201d, sopravvivono ai caduchi individui inseguitori di personali opportunit\u00e0.<br \/>\nChe l\u2019Adranita si lasci affascinare dal sopravvissuto ma ancora magnetico paesaggio, dalla propria storia, dai ruderi che di questa sono silenti testimoni e soprattutto impari ad ascoltare lo spiritus loci, in particolare quello che, su quell\u2019ara non pi\u00f9 fumante di odorose vittime, se ne sta seduto, con il mento stretto nel palmo e lo sguardo assorto, guardando al fiume, ai suoi eterni flutti che, come gli uomini, si avvicendano, attendendo che un erede riaccenda l\u2019estinto fuoco. Impari a guardare con gli occhi del principe Patern\u00f2-Castello che, sentendosi in cuor proprio un po\u2019 Adornese, di Adrano scrisse:<br \/>\n\u201c<span style=\"font-family: trebuchet ms, geneva, sans-serif; font-size: 10pt;\"><em>Se v\u2019\u00e8 luogo in Sicilia dove maggiormente fiorisce l\u2019arancio, dove il verde delle piante si conserva perenne e dove l\u2019Etna nevoso si mostri in tutto il suo vetusto splendore \u00e8 appunto questo. Il Simeto, il pi\u00f9 gran fiume dell\u2019isola, sacro alle leggende mitiche, scorre placido sottostante, e questa striscia d\u2019argento, cara ai poeti, ora lambisce luminose arene, ora si restringe in sassose sponde, ora tortuosa gira una costa, ora rasenta, increspata, i muri d\u2019una casa colonica, ma sempre il suo corso \u00e8 apportatore di bene e di ricchezza, d\u2019ubertosit\u00e0 sana e fresca e la sempreverde conca adornese che abbiamo sott\u2019occhio, forse il pi\u00f9 bel pezzo di Sicilia, n\u2019\u00e8 prova manifesta<\/em><\/span>\u201d<br \/>\n(Giovanni Patern\u00f2-Castello &#8211; Nicosia, Sperlinga, Cerami, Troina, Adern\u00f2 &#8211; Italia artistica -Bergamo 1907).<br \/>\nAd maiora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne \u00e8 passata di acqua sotto i ponti da quando , il fido liberto del pretore romano Verre, il ladrone delle opere d\u2019arte siciliane, poteva banchettare nei ristoranti della piazza di Adrano accompagnato dal suono dei flauti, arte che i locali musici avevano appreso dalle Muse, e della lira, antico strumento prediletto dal dio Adrano. &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/?p=484\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Il turismo ad Adrano: da Cicerone ai tempi nostri&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":36,"featured_media":519,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-484","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti-vespro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/484","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/36"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=484"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/484\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":558,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/484\/revisions\/558"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/519"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=484"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=484"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.adranoantica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=484"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}