{"id":876,"date":"2018-12-11T18:19:30","date_gmt":"2018-12-11T18:19:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.adranoantica.it\/?p=876"},"modified":"2018-12-19T17:44:54","modified_gmt":"2018-12-19T17:44:54","slug":"rinominazione-della-citta-etna-in-adrano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.adranoantica.it\/?p=876","title":{"rendered":"Rinominazione della citt\u00e0 Etna in Adrano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/?p=827\">La musica degli dei<\/a>\u201d, pubblicato in questo sito qualche giorno fa, abbiamo richiamato l\u2019attenzione dei lettori sulla rinominazione della citt\u00e0 di Etna in Adrano, frutto di un compromesso intercorso tra il tiranno Dionigi e le istituzioni etnee. Riteniamo sia necessario approfondire, attraverso una verosimile ricostruzione storica da noi tentata, i motivi che indussero l\u2019uno e gli altri a raggiungere, tra il 403 e il 400 a. C., il suddetto compromesso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_879\" aria-describedby=\"caption-attachment-879\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/pianoro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-879\" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/pianoro-300x129.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"108\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/pianoro-300x129.jpg 300w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/pianoro.jpg 639w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-879\" class=\"wp-caption-text\">Pianoro di Adrano<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se volessimo definire il ruolo della citt\u00e0 di Adrano in seno alla civilt\u00e0 sicana della Sicilia, non potremmo non paragonarla, per il suo ruolo di capitale sacra, all\u2019odierno stato del Vaticano, portatrice per\u00f2 di un valore aggiunto, visto che essa \u00e8 annoverabile fra le citt\u00e0 della Sicilia, militarmente pi\u00f9 temibili. Poich\u00e9 la storia, scritta unilateralmente dai Greci, non rende giustizia al ruolo svolto, nella politica isolana, dai Siculi Adraniti, spetta a noi eredi riscattare i nostri valorosi padri, risvegliandoli dall\u2019oblio a cui i Greci li condannarono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi ci ha seguito nei precedenti articoli, converr\u00e0 che la casta sacerdotale degli Adraniti, il cui nome si legge da destra verso sinistra in monete chiaramente pre elleniche, rappresent\u00f2 il cuore pulsante della religiosit\u00e0 isolana nel periodo pre greco. Gli Adraniti erano i sacerdoti del dio, ma sarebbe pi\u00f9 esatto utilizzare il sostantivo Avo (ano), Adrano, il cui santuario sorgeva nella citt\u00e0 denominata Innessa, sotto il principato di Teuto, e successivamente Etna, secondo la nostra ricostruzione, in onore della figlia di Teuto. Ben presto la citt\u00e0 avrebbe cambiato ulteriormente nome, assumendo quello odierno di Adrano, in seguito ad una complessa operazione politico-militare compiuta dal tiranno siracusano Dionigi il vecchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere l\u2019attivit\u00e0 suddetta, risulta necessario passare a setaccio\u00a0 le gesta che portarono il tiranno al comando della polis pi\u00f9 potente dell\u2019isola. Nel 405 a. C., appena proclamatosi tiranno di Siracusa, Dionigi subisce le ostilit\u00e0 degli aristocratici democratici siracusani i quali, dopo avergli sterminata la famiglia, per poco non riescono ad eliminare lo stesso tiranno. Riavutosi, attraverso inganni e tradimenti e sopratutto grazie all\u2019utilizzo di mercenari campani, consolida la propria tirannia nella citt\u00e0; nel 403 a. C. inizia una operazione di assimilazione dei territori Siculi dell\u2019entroterra. La prima citt\u00e0 che il tiranno assedia , in atto di rappresaglia \u00e8 Etna, poich\u00e9 questa potente citt\u00e0 Siculo\/Sicana &#8211; retta democraticamente attraverso l\u2019istituto delle assemblee, presiedute da un primus interpares, che deliberavano su problemi di importanza capitale per la citt\u00e0 &#8211; aveva inviato duemila cavalieri affinch\u00e9 dessero man forte agli aristocratici siracusani, che assediavano Dionigi nella sua reggia. Il tiranno si reca presso Etna, ma constatandone l\u2019inespugnabilit\u00e0, si limita a fare promesse ai rifugiati siracusani, che avevano trovato ospitalit\u00e0 nella citt\u00e0 anti-tirannica, per convincerli a tornare in patria. Alcuni si lasciano convincere, ma i pi\u00f9, non fidandosi del tiranno, preferiscono rimanere in Etna, nella quale sentono meglio garantita la propria libert\u00e0; altri infine, guidati da un cavaliere di nome Soside, il cui discendente si sarebbe reso protagonista, nel 213 a. C. della presa della polis da parte dei Romani, partono come mercenari in medioriente, arruolandosi nell\u2019esercito che Ciro sta approntando contro il fratello Artaserse, come ci tramanda Senofonte.<\/p>\n<figure id=\"attachment_614\" aria-describedby=\"caption-attachment-614\" style=\"width: 241px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Diodoro_siculo_-_storico_di_Agira.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-614\" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Diodoro_siculo_-_storico_di_Agira-289x300.jpg\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Diodoro_siculo_-_storico_di_Agira-289x300.jpg 289w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/Diodoro_siculo_-_storico_di_Agira.jpg 334w\" sizes=\"auto, (max-width: 241px) 100vw, 241px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-614\" class=\"wp-caption-text\">Diodoro siculo &#8211; storico di Agira<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scelta dei siracusani ostili a Dionigi di rifugiarsi in Etna piuttosto che in altre citt\u00e0 pi\u00f9 vicine, crediamo possa rintracciarsi nei passati rapporti pi\u00f9 che amichevoli intercorsi tra le due citt\u00e0, Siracusa ed Etna, fin dai tempi dell\u2019illuminato re Gelone. Questi, infatti, dopo la battaglia di Himera del 480 a. C., volle fare dono di un tempio agli eroici Etnei che, come si evince dal racconto di Diodoro, nonostante la scarsa enfasi con cui lo stesso fa cenno al ruolo degli Etnei, furono determinanti per la sconfitta dei Cartaginesi. L\u2019edificazione di un tempio greco nella citt\u00e0 sicula di Etna, capitale della religione degli antenati, ebbe certamente un alto valore simbolico, che si traduce come un innalzamento dello status politico\/militare di Etna e sopratutto segnava un cambiamento epocale sotto il profilo religioso; infatti, per la prima volta, nella sicula Etna avveniva l\u2019introduzione di un culto greco. Tale apertura da parte degli Etnei nei confronti dei Greci, molto probabilmente subita dai\u00a0 sacerdoti Adraniti, custodi delle antiche tradizioni sicane, avrebbe dato i suoi frutti politici, garantendo ai cittadini un trattamento privilegiato da parte dei tiranni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_882\" aria-describedby=\"caption-attachment-882\" style=\"width: 196px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Damocles-WestallPC20080120-8842A.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-882\" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Damocles-WestallPC20080120-8842A-235x300.jpg\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Damocles-WestallPC20080120-8842A-235x300.jpg 235w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Damocles-WestallPC20080120-8842A-768x979.jpg 768w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Damocles-WestallPC20080120-8842A.jpg 803w\" sizes=\"auto, (max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-882\" class=\"wp-caption-text\">Dionisio e la spada di Damocle Di <a class=\"extiw\" title=\"w:it:Richard Westall\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/it:Richard_Westall\">Richard Westall<\/a> &#8211; own photograph of painting, Ackland Museum, Chapel Hill, North Carolina, United States of America, Pubblico dominio, <a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/w\/index.php?curid=3437614\">Collegamento<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto Dionigi, non rinunciando al suo progetto imperialistico e abbandonando per il momento l\u2019assedio dell\u2019inespugnabile Etna, continuava la sua battaglia per l\u2019annessione dei territori Siculi con ogni mezzo, non mantenendo la parola data e facendosi beffa di tutte le regole etiche che avevano fatto delle gesta belliche atti eroici da epopea\u00a0 fin dai tempi di Omero. Pertanto, mostrando di non temere gli dei, spergiuro e mendace, conquistate col tradimento Catania, Lentini e Naxos, ne deporta gli abitanti superstiti, dopo aver passato i pi\u00f9 a fil di spada. Il suo cruccio rimane tuttavia l\u2019indomita e potente citt\u00e0 di Etna, ammantata di sacro ardore con quel suo Dio primordiale che sarebbe stato temuto ancora duecento anni dopo dagli stessi Romani. Fin qui non si aggiunge nulla alla narrazione dello storico Diodoro. Da questo momento in poi proveremo a leggere tra le righe di una storia superficialmente raccontata, non esitando a ricorrere all\u2019indagine psicologica dei personaggi che fecero la storia, avendo imparato che perfino un Annibale non pot\u00e9 sottrarsi ad una determinante sconfitta psicologica nel confronto con Scipione, ancor prima di subire quella militare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un pizzico di fantasia, dote concessa allo storico qualora venga apertamente dichiarato al lettore tale sconfinamento, si potrebbe immaginare perfino il dialogo avvenuto durante l\u2019ipotetico incontro tra Dionigi e il consiglio cittadino di Etna: i sacerdoti Adraniti, con le loro vesti di lino bianco, il bastone ricurvo (lituo) e forse la lira d\u2019oro del dio, con la quale evocavano il \u201cfurore dell\u2019Avo\u201d Adrano, assieme ad una rappresentanza di cittadini illustri, scortati da un piccolo contingente di guerrieri armati di lancia ed elmo andavano incontro al tiranno. Questi, da parte sua, assistito dal fido amico e astuto retore Filisto, che poco prima, convincendolo a non cedere lo aveva salvato dall\u2019assedio degli aristocratici democratici siracusani, avr\u00e0 certamente sfoderato le celeberrime capacit\u00e0 oratorie vanto dei Greci, che gli avrebbero consentito di tener testa, negli anni successivi, alla stessa filosofia di un improvvido Platone che, venuto a trovare il tiranno, sarebbe stato poi venduto da questi come schiavo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dionigi, nel suo progetto di trovare una soluzione onorevole per entrambe le citt\u00e0, dovette innanzitutto ricordare alla sacra rappresentanza etnea, l\u2019antica amicizia contratta con Siracusa fin dai tempi del re Gelone. Il piano del tiranno consisteva nell\u2019ottenere dagli Etnei di ospitare in citt\u00e0 una insignificante guarnigione siracusana (o magari quei mercenari campani che vi avrebbe trovato Timoleonte cinquant\u2019anni dopo), pi\u00f9 politicamente simbolica che militarmente efficace, onde dare valore e visibilit\u00e0 politica alla propria azione militare; in seconda istanza intendeva cambiare il nome alla citt\u00e0, denominandola Adrano: questo mutamento di nome, da un lato, per i Greci, avrebbe avuto un valore simbolico di rifondazione, dall\u2019altro, per i Sicani, che del resto avevano gi\u00e0 accettato che Innessa venisse denominata Etna, avrebbe sancito un nuovo inizio, sotto l\u2019egida diretta del loro potente dio. I sacerdoti Adraniti, consultato il dio circa la soluzione proposta dal tiranno, dovettero trarne auspici positivi, cos\u00ec gli Etnei, incoraggiati dal parere dei sacerdoti, decretarono di chiamarsi, da quel momento innanzi, Adraniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quel momento, come \u00e8 possibile notare attraverso la lettura di Diodoro, il nome della citt\u00e0 di Etna non sarebbe pi\u00f9 apparso nelle cronache politico militari dell\u2019isola, che pure l\u2019avevano vista protagonista degli eventi precedenti, sostituito dal nome Adrano, citt\u00e0 nata gi\u00e0 adulta, la quale si sarebbe imposta da subito sul territorio, giungendo, nel 344 a. C. a rendersi protagonista della cacciata dei tiranni dall\u2019isola e continuando altres\u00ec inalterate tutte le tradizioni siculo\/sicane (e non greche) che i padri avevano trasmesso e perdurato nei millenni precedenti. Appena fu possibile, nel 344 a. C., gli Adraniti \u201crestituirono il favore\u201d al tiranno, recandosi a Siracusa, dove abbatteranno la tirannide, che era passata a Dionigi II, e istituirono un consiglio cittadino, a imitazione di quelli siculi, formato da Siracusani democratici, da cittadini adraniti, tindaridi e tauromeni, tutte citt\u00e0 che, riunitesi in lega, avevano contribuito militarmente all\u2019operazione anti-tirannica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019influenza adranita su Siracusa, a partire da questa data e fino al 213 a. C. fu maggiore di quanto appaia dalla superficiale lettura della storia, raccontata del resto da storici greci, restii ad ammettere e narrare tale influenza: Adranodoro, genero di Gerone II e pretendente alla tirannide dopo la morte del suocero, avvenuta nel 216 a. C., fu probabilmente un cittadino di provenienza adranita, appartenente ad una famiglia aristocratica trasferitasi a Siracusa con incarichi politici di rilievo, tale ipotesi appare altres\u00ec ovvia se si considera che Timoleonte, per ripopolare Siracusa, resa deserta dalle continue guerre di Dionigi, dovette richiedere uomini perfino a Corinto la quale, raccogliendo uomini attraverso un bando, riusc\u00ec ad inviarne sessantamila. Plutarco aggiunge esplicitamente che anche da tutta la Sicilia, rispondendo al suddetto bando, si erano recati uomini a Siracusa per abitarci.<\/p>\n<figure id=\"attachment_564\" aria-describedby=\"caption-attachment-564\" style=\"width: 191px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-564\" src=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cicerone.-Musei-Capitolini-229x300.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cicerone.-Musei-Capitolini-229x300.jpg 229w, https:\/\/www.adranoantica.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Cicerone.-Musei-Capitolini.jpg 593w\" sizes=\"auto, (max-width: 191px) 100vw, 191px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-564\" class=\"wp-caption-text\">Busto di Cicerone Musei Capitolini<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro motivo per credere che l\u2019influenza politica sicula su Siracusa fu sempre incisiva, sopratutto dopo i fatti del 344 a. C., \u00e8 la presenza nella polis di un antichissimo tempio che Cicerone, nelle verrine, afferma essere dedicato ad un antico Dio locale che i Greci chiamavano Urio. Era dunque un dio non greco la cui statua veniva paragonata da Cicerone, semplificando, a quella del dio romano Giove, che si ergeva sul Campidoglio: allo stesso modo Diodoro (90-27 a. C.), nel lib. XXXIV, cap. 28, avrebbe chiamato \u201cGiove etneo\u201d il dio Adrano (o perch\u00e9 il suo santuario si trovava nella citt\u00e0 di Etna-Adrano o perch\u00e9 questo culto era ormai ristretto al territorio etneo). Ora si d\u00e0 il caso che Ur, in lingua germanica, significhi antico, primordiale. L\u2019unica divinit\u00e0 sicula che corrispondeva a tale appellativo era appunto Adrano, l\u2019Avo\u00a0 l\u2019antenato. Va ricordato a tale proposito che, prima di essere conquistata dai Greci, Siracusa era una citt\u00e0 sicula, come conferma il suo stesso nome (sicher-usa, casa sicura o la dimora certa, inespugnabile, caratteristica di Ortigia, luogo del primo insediamento umano) e che i <a href=\"https:\/\/www.miti3000.eu\/adrano-avo-sicano\/845-i-cilliri-del-simeto.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">killiroi<\/a> (Cilljri in siciliano) erano in realt\u00e0 i Siculi sottomessi, i quali esercitavano il culto del dio Adrano. Urio era dunque l\u2019appellativo che i Siculi-Killiroi avevano dato al tempio pre greco del dio antico, il tempio primordiale, edificato per primo e dedicato all\u2019Avo, all\u2019antenato, in poche parole il tempio dove si esercitava il culto del dio Adrano. Tale culto sarebbe caduto in disuso\u00a0 nella Sicilia romana dopo che i Decemviri, tra il 213 e il 211 a. C., ne avevano decretato la chiusura alla pubblica devozione; sarebbe stato sconosciuto perfino al colto Cicerone, cos\u00ec come ai Greci, tra cui Diodoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eviteremo in questa sede\u00a0 di fare riferimento alle argomentazioni di carattere geografico, culturale e militare, suffragate rispettivamente dai testi di Strabone, Plutarco e Cicerone, che provano l\u2019identificazione delle citt\u00e0 Innessa, Etna e Adrano; eviteremo altres\u00ec di dimostrare come sarebbe stato impossibile per Dionigi, impegnato, fino al 397 a. C., data in cui subisce una pesante sconfitta navale nel porto di Catania costringendolo ad una vergognosa ritirata a Siracusa, in una spossante campagna militare contro i Cartaginesi, fondare la citt\u00e0 di Adrano, sicch\u00e9 si sarebbe limitato in realt\u00e0 di attribuire il nuovo nome (Adrano) e a ripristinare qualche tratto delle imponenti antiche mura pre greche.<\/p>\n<p>Ad majora.<\/p>\n\n<p class=\"fonts-plugin-block \" style=\"font-weight: normal\"><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019articolo \u201cLa musica degli dei\u201d, pubblicato in questo sito qualche giorno fa, abbiamo richiamato l\u2019attenzione dei lettori sulla rinominazione della citt\u00e0 di Etna in Adrano, frutto di un compromesso intercorso tra il tiranno Dionigi e le istituzioni etnee. 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